NAPOLI – Protagonista lo è stato, decisivo anche, soddisfatto a metà. La lunga giornata del Pd campano comincia molto prima delle 10.40 del mattino, quando Roberto Fico appare nel corridoio che porta all’aula consiliare. Braccato dai giornalisti che gli chiedono della giunta, il presidente sorride e dice: “Buon Natale a tutti, anche se è passato ma vi trovo molto più belli di prima”. Chiusi nell’ufficio di rappresentanza del palazzo consiliare dalle otto, i dem discutono. Non di certo della giunta che, anche se ufficialmente non c’è, il nodo principale sulla presenza o meno di Fulvio Bonavitacola è stato sciolto. L’ex vicepresidente c’è ma il confronto sulle deleghe è ancora aperto. Ciò di cui si discute invece è su chi sarà il presidente del consiglio. Massimiliano Manfredi non garba ai deluchiani doc che, nella pre-riunione, sono rappresentati da Piero De Luca (foto al centro). Il segretario del Pd campano aveva provato fino a due giorni fa di negoziare sulla carica del presidente del consiglio. Aveva riferito alla segreteria romana che i dem campani avrebbero anche rinunciato ad avere un’assessora donna salernitana pur di chiudere la quadra sul nome di Maurizio Petracca. Anche perché la nomina in giunta di Fulvio Bonavitacola era ancora sospesa. Ma niente. Non c’è stato nulla da fare. A via di Sant’Andrea delle Fratte era già stato tutto deciso: assessori e presidente del consiglio. Allora, ieri mattina, Piero De Luca non ha potuto fare altro che seguire la linea dettata dal partito e, quando alle 11.30 circa, esce dall’ascensore al piano sotterraneo è in compagnia di Mario Casillo (futuro assessore) e non ha un’espressione soddisfatta. Ancora non sa che la nomina di Manfredi era blindata. E non solo dal Pd.
Nel momento in cui Piero De Luca esce dall’ascensore in aula arrivano anche gli ultimi ritardatari: Luca Cascone (A testa Alta) e Corrado Matera (Pd). Il consigliere più anziano dichiara aperte le votazioni. Cirielli è seduto al primo banco accanto a Sangiuliano. Vincenzo Alaya è il primo ad essere chiamato per esprimere la preferenza. Il viceministro si alza per dire qualcosa ai consiglieri di opposizione. Due file dietro Cirielli siede uno dei suoi uomini più fedeli da tempo immemore: Giuseppe Fabbricatore, che non è solo il più votato in provincia di Salerno nella lista di Fratelli d’Italia, ma sarà eletto anche vicepresidente del consiglio regionale. Ed è questa la prova che il patto sulla nomina di Massimiliano Manfredi andava oltre il Pd. Sarà il neopresidente del consiglio, fresco di elezioni da neanche mezzora, che durante la pausa di sospensione dei lavori consiliari si avvicina a Cirielli nei corridori, gli poggia una mano sulla spalla e gli sussurra all’orecchio di non sapere che anche il viceministro avesse ricevuto il “documento” sull’indicazione di voto. “L’ho avuto” risponde Cirielli. Si salutano cordialmente e ognuno riprende la sua strada.

