Non è escluso che ci sarà un sopralluogo lungo il fiume Sarno per accertare quali interventi di messa in sicurezza sono stati effettuati per prevenire le esondazioni. Lo ha annunciato ieri il presidente della commissione di inchiesta parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico, Pino Bicchielli, che ieri ha dato il via alle prime quattro audizioni sul caso Sarno.
L’obiettivo è accertare se – e su chi ricadono – eventuali responsabilità di ritardi, lavori incompleti e mancati finanziamenti.
Perché i quattro sindaci dell’Agro nocerino-sarnese ascoltati ieri hanno attribuito, chi più e chi meno, alla Regione Campania la principale responsabilità su ciò che è stato promesso ma non è stato fatto. Stesso discorso per il consorzio di bacino integrale.
I maggiori attacchi all’ex giunta De Luca-Bonavitacola li ha sferrati il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ricordando l’interruzione dei lavori di dragaggio del Rio Sguazzatorio – «non siamo stati neanche avvertiti e in Regione sapevano che si sarebbero fermati», ha detto – e gli interventi della Protezione civile regionale «sprovvista di pompe idrovore» che hanno costretto i cittadini a casa per due giorni durante l’esondazione dello scorso 25 novembre. Aliberti ha consegnato anche il report sulle analisi dei sedimenti effettuati dal consorzio di bonifica, per conto della Regione, ed i dati cambiati a distanza di mesi sulla pericolosità del livello di inquinamento del fiume.
Che ne è stato dunque del progetto “Grande Sarno” del 2014 e dei milioni di euro investiti sulla carta? Seicento per l’esattezza: così dice la Regione. Lo dice il sindaco di San Marzano sul Sarno, Andrea Annunziata, che denuncia gli stessi disagi di Scafati con l’aggravante che qui c’è un’industria conserviera da tutelare insieme alla certificazione del pomodoro.
«Io sono più fortunato del collega di Scafati – dice – perché ho una buona squadra e un’efficiente Protezione civile. Anche le industrie conserviere si sono dotate di un depuratore». Ma la pecca c’è ed è il consorzio di bonifica: «assente, i suoi sono interventi sporadici». Da anni in un tratto del fiume c’è la carcassa di un auto che non è stata mai rimossa. Con l’aggravante di un innalzamento costante del letto del fiume e con i lavori di restringimento dell’alveo che il Comune ha fatto per consentire il dragaggio. Il risultato? San Marzano è stato il paese che ha subito più danni dalle ultime piogge.
Cosa fare allora? Meglio il commissariamento che la gestione ripartita tra Regione e consorzio. Sono d’accordo anche i sindaci di Sarno, Francesco Squillante, e di Angri, Cosimo Ferraioli. Il primo combatte anche contro gli incendi boschivi che hanno deforestato un’area già distrutta dall’alluvione del 1998. Fortuna che è stato appena aggiornato il Piano di Protezione civile e si sta procedendo al completamento della rete fognaria. Il secondo invece ha denunciato la Regione dopo l’esondazione dello scorso novembre: «Gli unici risultati positivi li abbiamo avuti con il commissario Jucci. Poi basta».

