A gennaio il verdetto sul “sistema Salerno”

Era prevista ieri la sentenza sui presunti intrecci tra le cooperative sociali di Fiorenzo “Vittorio” Zoccola ed i voti che decretarono la vittoria nel 2015 in consiglio regionale dell’ex assessore ai servizi sociali, Nino Savastano.
Invece la decisione è slittata al prossimo 26 gennaio per via di un cavillo procedurale.
I pubblici ministeri Elena Cosentino e Guglielmo Valenti, che hanno condotto l’inchiesta che, nell’autunno del 2021, scosse il Comune di Salerno e si allargò, ma solo sfiorandola, alla Regione Campania, si sono accorti di aver inserito per sbaglio, all’interno della relazione che contiene la requisitoria, il contenuto di alcune intercettazioni già giudicate inutilizzabili dalla presidente del collegio giudicante.
A quel punto è stata la stessa presidente Lucia Casale a fissare la data del rinvio, ma con l’indicazione be precisa che all’udienza del 26 gennaio prossimo ci sarà il verdetto. Anche perché la giudice è stata trasferita altrove, ma ha ottenuto al proroga per continuare il processo che ormai è alle battute finali.
Ieri in aula erano presenti gli imputati principali dell’inchiesta che è stata definita «Sistema Salerno». Nino Savastano e Vittorio Zoccola hanno seguito sia la controreplica dei pm – che hanno ribadito la concretezza dell’impianto accusatorio anche senza le intercettazioni escluse – sia l’arringa difensiva degli avvocati difensori di colui che è stato definito il “ras” delle cooperative.
Per quanto riguarda invece Savastano, l’arringa del suo difensore, Giovanni Annunziata, ci sarà alla prossima udienza. Seguirà la camera di consiglio ed infine la sentenza.

Torna in alto