«Sono al venti». «No, siamo al settanta». «È inaccettabile e vergognoso». «È un voluto travisamento dei fatti per misere ragioni di propaganda elettorale». «Dovrebbero avere il coraggio di chiedere scusa ai campani». «Continua a dare i numeri».
I numeri, in realtà, li stanno scomodando entrambi per una sfida che stanno consumando a suon di percentuali. Oggetto del contendere sono le ecoballe e quante tonnellate ne sono state rimosse. Edmondo Cirielli rilancia e ribadisce la sua convinzione: ne sono state rimosse solo il 20 per cento.
Fulvio Bonavitacola replica con un bel 70 per cento. Il vicepresidente della Regione, nonché assessore all’Ambiente, lo scrive proprio in una nota – che divulga alla stampa – dopo il sopralluogo di domenica scorsa che il viceministro – nonché candidato del centrodestra alla presidenza – ha fatto a Giuliano. In piena Terra dei Fuochi. Con tanto di video postato sui suoi profili social.
Una sfida che – carte alla mano – potrebbe anche decretare il vincitore. Cioè colui che dichiara con certezza quante ecoballe sono state rimosse.
In realtà i documenti ufficiali nessuno dei due sfidanti li sventola. O, quanto meno, li mostra.
Quindi, chi dei due dice la verità?
L’ultimo atto pubblico ed ufficiale risale all’11 giugno scorso, quando il vicepresidente Bonavitacola risponde ad una interrogazione della consigliera ex pentastellata – ora gruppo misto e ricandidata nella coalizione di centrodestra – Maria Muscarà.
Ebbene, Bonavitacola rispose che la rimozione aveva superato il 55 per cento. E con tono sardonico aggiungeva: «La inviterei, quando dà dei numeri, visto che ironizza sulle ecoballe, a non diventare anche lei in qualche modo protagonista di questo».
Stando ai dati – mai pubblicati – del vicepresidente, in cinque mesi quel 55 per cento sarebbe diventato 70.
Ma le cose stanno davvero cosi?
«Se avessero rimosso il 70 per cento delle ecoballe, il sito di Taverna del Re sarebbe quasi libero»: è lapidario Enzo Tosti del comitato “No biocidio”, che monitora da anni lo stato dell’arte degli interventi di messa in sicurezza e svuotamento delle ex discariche della Terra dei Fuochi.
«Il 70 per cento mi sembra un po’ esagerato – aggiunge -. Vero è che nell’ultimo periodo vediamo i camion che escono spesso da Taverna del Re e che si è data comunque un’accelerata. L’ex Resit, infatti, è stata messa in sicurezza. Ma non esageriamo con i numeri, anche perché mi sembra ridicolo parlare di percentuali, quando in questa terra si è consumato un disastro ambientale presente ancora oggi con enormi danni alla nostra salute».

