Dentro la cerimonia di ufficializzazione dell’inizio del nuovo rettorato sotto l’egida di Virgilio D’Amato e fuori le contestazioni studentesche contro la ministra Anna Maria Bernini.
La lunga giornata che ha dato il via al nuovo sessennio è cominciata ieri mattina nell’Aula Magna “Vincenzo Buonocore” dell’Ateneo salernitano, dove puntuale è arrivata la ministra Bernini. «Per me – ha detto – è una gioia e un privilegio essere qui nel momento dell’assunzione di un incarico di servizio e di responsabilità, di entusiasmo e competenza, di impegno e di amore». Dal suo canto il neo rettore ha ringraziato la ministra e ha ribadito l’intenzione di fare dell’Università un luogo corale aperto al territorio e agli studenti. «Guidare l’Ateneo – ha dichiarato D’Antonio – significa custodire un equilibrio delicato tra autonomia e collaborazione, tra la capacità di decidere e quella di ascoltare, tra innovazione e tradizione».
Tante le parole di elogio spese dalla ministra Bernini nei confronti dell’Ateneo salernitano che – nonostante «una legge di bilancio molto conservativa», come l’ha definita – è riuscito ad avere 154 milioni di finanziamenti «non solo perché noi abbiamo investito nell’ateneo – ha spiegato – ma perché loro sono stati bravi, hanno dei dipartimenti di eccellenza. L’Università di Salerno – ha aggiunto – rappresenta un’eccellenza non solamente per la Campania ma per l’Italia e su cui investiamo molto proprio per quel progetto di università e ricerca mediterranea che si chiama Piano Mattei. Queste sono le università che saranno l’apripista e l’approdo naturale di una formazione di classe dirigente comune tra il Mediterraneo allargato e questa parte d’Italia».
La cerimonia è stata interrotta momentaneamente dal tentavivo di uno studente di prendere la parola, a cui la ministra ha risposto così: «Amo gli amici contestatori, ma non tanto da essere interrotta, perché l’università è un luogo di libertà dove tutti possono dissentire anche nella maniera più veemente ma con un limite imprescindibile: nessuno può impedire a qualcuno di parlare», riferendosi al caso di Fiano a Ca’ Foscari.
Intanto, fuori gli studenti esponevano striscioni con lo slogan: “Solo tagli all’Università. Bernini fuori da Unisa” e “Bernini e De Luca non siete i benvenuti”.

