Commissione anticamorra: disertata e snobbata da anni

Di solito ad andare deserte sono le aste fallimentari. In Campania, invece, accade anche alla commissione speciale anticamorra e beni confiscati. Un paradosso, visto che quello della criminalità organizzata è purtroppo un pezzo di storia con cui la Campania è tenuta a fare i conti da anni, dal momento che ne ha sofferto di immagine e di credibilità.
Eppure, nonostante ciò, la commissione regionale speciale non riesce mai a riunire allo stesso tavolo tutti i suoi componenti. Che sono venti, oltre alla presidente Carmela Rescigno (quota Lega, in foto), alla vice Vittoria Lettieri (quota De Luca presidente) e al segretario pentastellato Vincenzo Ciampi. Solo raramente partecipa alle sedute qualche consigliere – come è accaduto nell’ultima riunione dello scorso luglio il cui contenuto è stato secretato – altrimenti restano sempre e solo in tre.
Sarà per questo che, da quanto si evince dal sito ufficiale del consiglio regionale campano – che quanto a trasparenza c’è da dire che lascia a desiderare – la commissione si è riunita 48 volte. Per produrre cosa? Utilizzando come fonte sempre il sito ufficiale poco trasparente e considerando che su molti atti è stato posto il segreto istruttorio, l’unico progetto di legge – tra l’altro ancora sotto esame – è quello che rientra nel progetto “I giovani e la legalità” e che apporta modifiche alla legge del 2012 sui nuovi interventi per la valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ma, con questa scarsa partecipazione dei suoi componenti e con le elezioni regionali ormai alle porte, quando sarà approvata questa legge? Sicuramente bisognerà aspettare la nuova composizione del consiglio regionale che uscirà dalle urne.
Progetti di legge a parte, compare un elenco di audizioni su situazioni che riguardano diversi comuni della provincia di Napoli su cui evidentemente c’era da fare chiarezza. Ma, anche in questo caso – almeno da quello che traspare sul sito – tutte le persone e le associazioni ascoltate hanno puntato molto sui problemi burocratici legati al riutilizzo dei beni confiscati. Eppure, anche in tema di audizioni, la commissione si è riunita 29 volte tenendo conto però che tre audizioni sono state rinviate – una anche a data da destinarsi, di cui si è persa traccia nell’elenco pubblicato online – e una quarta è stata addirittura annullata. L’ultima attività consultiva risale al 29 aprile scorso ed è stata secretata. Prima di allora la commissione si era riunita cnque mesi prima, il 28 novembre 2024, e – prima ancora – il 25 luglio 2024. Riassunto: ci si riunisce una volta ogni quattro o cinque mesi (al massimo sei) e vi prendono parte sempre e solo la presidente, la vice ed il segretario.
È possibile che a nessun altro componente interessi la lotta alla criminalità? Le sedute infatti vanno deserte anche quando si tratta di esprimere un parere. A dire il vero, dal 2020 ad oggi, la commissione è stata interpellata dalla giunta regionale appena tre volte. Una volta nel 2022 e due volte nel 2024 e sempre sullo stesso argomento: i beni confiscati, perché c’era da valutare il Piano strategico messo a punto dalla giunta, il programma annuale degli interventi per la loro valorizzazione e le modifiche alla vecchia legge del 2012. Per fortuna il parere della commissione è stato favorevole, altrimenti non avrebbe contribuito a far emanare neanche un disegno di legge in materia.
Quest’anno, invece, almeno finora, la commissione è stata praticamente ignorata. Nessuno ha ritenuto necessario chiedere il suo intervento. Perché? Eppure, il ruolo di presidente è stato sempre molto ambito. Dopo la lunga reggenza di Carmine Mocerino, negli ultimi quattro anni si sono alternati Gianpiero Zinzi e Attilio Pierro prima di passare la mano alla Rescigno.
(1- continua)

Torna in alto