Nuovo avviso di garanzia, Boccia ritira la candidatura

Mentre il capolista di Fdi Gennaro Sangiuliano, con cappellino rosso e lo slogan “Make Naples Great Again”, veste i panni del piccolo Trump napoletano, Maria Rosaria Boccia annuncia il suo ritiro dalla campagna elettorale nella lista “Dimensione Baldecchi”.
Goliardico l’uno, dimessa l’altra. La telenovelas sudamericana tra l’ex ministro alla Cultura, costretto alle dimissione dall’aspirante consulente dopo lo scandalo scoppiato l’estate del 2024 con tanto di intercettazioni e messaggi che hanno fatto infuriare la premier Giorgia Meloni e la consorte-giornalista Rai Francesca Corsini, sembra essere giunta alla fine.
E invece no, perché nella lettera che la Boccia ha inviato a Stefano Bandecchi per comunicargli la decisione di ritirarsi dalla competizione elettorale, c’è tutto il rammarico e la rabbia di una donna a cui – a leggere le sue parole – «i poteri forti» hanno tarpato le ali.
È stato un nuovo avviso di garanzia – il terzo dall’inizio della telenovelas a puntate – a spingere l’aspirante consulente del ministero a fare un passo indietro. «È stata una notizia che mi ha profondamente ferita. Sono giunta alla conclusione che non avrei la forza di affrontare nuovamente un simile calvario. Per questo motivo ho deciso di ritirare la mia candidatura al consiglio regionale della Campania»: e fino a qui nulla questio.
Le ferite di Maria Rosaria Boccia non si sono ancora cicatrizzare. Dice di portare addosso ancora i segni di un anno «doloroso e faticoso», di giornate «cariche di tensione, di ostilità e di ingiustizia», di «un’ondata di odio mediatico e politico che ha deformato la mia immagine e minato la mia serenità». Quante «notti insonni» ha trascorso la Boccia, quale «prezzo altissimo in termini di salute fisica e mentale» ha pagato l’imprenditrice che aveva solo il sogno di lavorare al ministero al fianco del suo mentore. Ed invece, in cambio ha ottenuto solo una «alopecia severa», oltre ad una sfilza di avvisi di garanzia per diffamazione, interfernza illecita nella vita privata e ingiuria.
E che altruismo che dimostra quando scrive che fa un passo indietro «non solo per me, ma soprattutto per lei», perché non vuole in alcun modo che «le vicende personali possano in alcun modo offuscare il lavoro straordinario che stiamo portando avanti».
Poi però arriva la stoccata. L’affondo della bella ragazza, giovane bionda ed ambiziosa, distrutta dai «poteri forti» sostenuti «da una stampa compiacente» che avrebbero «messo a tacere» la povera ragaza vittima di «un sistema che tutela certe figure pubbliche, garantendo loro corsie preferenziali, mentre lascia nell’oblio le richieste legittime di chi non appartiene alle “vite di serie A”.
Però, proprio come le eroine delle soap o dei cartoni animati anni Ottanta, la povera ragazza sedotta, abbandonata e querelata promette di non piegarsi, di non tacere e di continare a «disobbedire al silenzio imposto da un potere che pretende obbedienza». Ecco perché continuerà a combattere da battitore libero. “Make Boccia Great Again”: potrebbe essere il sequel. Oppure un avvertimento. Ma con cappellino rigorosamente rosa.

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