Dopo sette mesi riapre l’ambulatorio di ginecologia sociale e il servizio di interruzione volontaria di gravidanza all’ospedale di Caserta.
Ad annunciarne la riapertura è l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” che parla di «potenziamento del servizio previsto nel corso del mese di novembre con la definizione delle procedure utili ad attivare anche l’Ivg farmacologica, che si aggiungerà all’Ivg chirurgica al momento praticata».
L’azienda ricorda anche per accedere alle prestazioni ambulatoriali di ginecologia sociale, propedeutiche all’intervento di interruzione volontaria di gravidanza, è necessaria la prenotazione tramite Cup.
Il servizio di interruzione volontaria di gravidanza era stato sospeso per sette mesi a causa della mancanza di medici non obiettori di coscienza. Circostanza che aveva fatto infuriare l’associazione laiga (Libera Associazione Italiana Ginecologi non obiettori per l’Applicazione della legge sull’aborto del 1978), nata nel 2008 on l’intento di fare rete tra gli addetti al servizio Ivg.
L’associazione aveva chiesto all’azienda casertana di avviare le procedure alternative per garantire il servizio e alla Regione Campania di «adempiere ai propri obbligi di sorveglianza sull’applicazione della legge», nonché l’adozione di misure strutturali che prevengano il ripetersi di simili interruzioni del servizio.
Secondo un monitoraggio condotto da “Collettiva Transfemminista Caserta” e “Cca nisciun’ è fessa – SOS Aborto Napoli”, era emerso che a Caserta c’era solo un medico non obiettore.

