LIBRANDI: «BENE L’AMERICA’S CUP, ORA PREPARIAMO NAPOLI ALLA SFIDA DEL 2027»

Il successo delle pre-regate ha acceso i riflettori internazionali su Napoli e, inevitabilmente, anche la lunga vigilia delle amministrative del 2027. Gaetano Manfredi arriva alla parte finale della consiliatura con l’America’s Cup tra i risultati da rivendicare e una città che negli ultimi anni ha aumentato la propria capacità di attrazione. Ma un grande evento può diventare il bilancio di cinque anni di amministrazione? Gianfranco Librandi, responsabile della formazione di Forza Italia in Campania, parte da una premessa: il successo delle regate è un successo di Napoli. Altra cosa sarà il giudizio sull’amministrazione Manfredi, che dovrà misurarsi con la vita quotidiana della città, dai trasporti alla manutenzione, dalla casa alle periferie, dai servizi alla capacità di trasformare la crescita turistica in sviluppo stabile.
Librandi, partiamo dalle pre-regate. Napoli ha risposto con una partecipazione straordinaria. Manfredi ha ragione a parlare di successo?
«È stato un grande evento. Sono contento del successo e credo che dovremmo esserlo tutti. Quando Napoli mostra al mondo questa capacità di accogliere, organizzare e coinvolgere, non vince un sindaco o un partito: vince la città. Le pre-regate erano anche una prova generale. Adesso dobbiamo capire cosa ha funzionato, cosa può essere migliorato e arrivare ancora più preparati all’appuntamento del 2027».
Quindi sull’America’s Cup nessuna contrapposizione con Manfredi?
«L’America’s Cup è un patrimonio di Napoli e dell’Italia. Dietro c’è un lavoro che coinvolge Comune, Governo, Sport e Salute e tante altre realtà. Poi discuteremo delle scelte amministrative e delle responsabilità di ciascuno».
Manfredi sostiene che Napoli abbia riconquistato una dimensione internazionale. È così?
«Napoli oggi ha una visibilità internazionale straordinaria ed è un fatto positivo. Ma adesso viene il passaggio più difficile: trasformare la visibilità in sviluppo. Se l’America’s Cup accelera Bagnoli, migliora le infrastrutture, crea lavoro, rafforza la filiera del mare e lascia alla città servizi migliori, allora avremo costruito un’eredità vera».
Eppure sembra già cominciata la campagna elettorale per il 2027.
«È naturale che un sindaco uscente racconti ciò che ritiene di aver fatto bene. Ma una cosa è rivendicare un risultato, altra cosa è trasformare un grande evento nel giudizio complessivo su cinque anni di amministrazione. Napoli non è soltanto il lungomare nei giorni delle regate. È la città che ogni mattina deve andare al lavoro, prendere un autobus, accompagnare un figlio a scuola, trovare una casa, avere una strada pulita e un servizio che funzioni. È su questa Napoli che nel 2027 dovremo confrontarci».
Manfredi rivendica anche il risanamento dei conti. È un risultato che Forza Italia riconosce?
«Il risanamento finanziario non può essere il punto di arrivo: deve essere lo strumento attraverso il quale migliorare la qualità dei servizi. Il cittadino non vive dentro un bilancio comunale. Vuole vedere cosa produce quel bilancio nella sua strada, nel suo quartiere, nei trasporti, nella manutenzione, nelle politiche sociali. E va ricordato che Napoli ha beneficiato anche di una collaborazione istituzionale e di strumenti straordinari».
I consiglieri comunali di Forza Italia insistono molto sulla distanza tra la Napoli dei grandi eventi e quella della quotidianità. Non rischia di essere la solita critica dell’opposizione?
«Lo sarebbe se dicessimo che tutto va male. Non lo diciamo. Napoli è cresciuta nell’attrattività, il turismo ha prodotto opportunità e alcuni processi importanti sono partiti. Ma amministrare significa occuparsi anche delle cose che non finiscono sui giornali internazionali. Una buca, un autobus che non passa, un alloggio popolare che aspetta di essere recuperato, un quartiere che chiede manutenzione non fanno una copertina. Per chi ci vive, però, sono la città».
Proprio il turismo è uno dei risultati più visibili degli ultimi anni. Anche qui siete critici?
«Saremmo irresponsabili se volessimo meno turismo. Noi vogliamo che produca più ricchezza per Napoli e che quella ricchezza resti maggiormente sul territorio. Deve sostenere imprese, commercio, artigianato, occupazione qualificata. Ma contemporaneamente dobbiamo evitare che chi vive a Napoli venga espulso dal mercato della casa. Per questo non basta mettere limiti agli extralberghieri. Servono controlli e regole, certamente, ma anche recupero del patrimonio pubblico, alloggi popolari, incentivi agli affitti lunghi e una vera politica abitativa».
Manfredi indica Scampia e la rigenerazione delle periferie tra i punti qualificanti della sua esperienza.
«Ogni risultato ottenuto a Scampia va salutato positivamente. Le periferie non appartengono a una maggioranza o a un’opposizione. Ma Napoli non ha una sola periferia. La sfida è portare la stessa attenzione a Ponticelli, Barra, San Giovanni, Pianura, Chiaiano e in tutti i quartieri che chiedono servizi e opportunità. Non dobbiamo portare occasionalmente la città nelle periferie: dobbiamo fare in modo che non esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B».
Forza Italia ha sollevato anche il problema della tenuta politica della maggioranza. Quanto peserà nel 2027?
«Le dinamiche di Palazzo interessano fino a un certo punto i napoletani. Però una maggioranza deve dimostrare di avere una visione comune, soprattutto quando si discutono i documenti che programmano il futuro della città. Il cosiddetto campo largo non può essere soltanto una formula elettorale. Governare una città complessa come Napoli richiede scelte condivise, presenza e responsabilità».
Il centrodestra, però, deve ancora individuare il candidato. Non rischiate di partire in ritardo rispetto a un sindaco già proiettato verso il secondo mandato?
«Il tempo conta e non possiamo arrivare all’ultimo momento. Ma sarebbe un errore cominciare dal nome. Prima dobbiamo dire ai napoletani quale città vogliamo costruire. Poi scegliere una personalità capace di rappresentare quel progetto, parlare anche oltre i partiti e tenere insieme competenza, esperienza, impresa, lavoro e attenzione sociale. Napoli non ha bisogno semplicemente di un candidato contro Manfredi. Ha bisogno di un candidato per Napoli».
Quale dovrebbe essere allora il messaggio del centrodestra nel 2027?
«Trasformare l’eccezionalità in normalità. Napoli ha dimostrato di saper essere straordinaria davanti a una grande sfida. Adesso dobbiamo riuscire a farla funzionare altrettanto bene ogni giorno. L’America’s Cup può lasciare una grande eredità e dobbiamo lavorare tutti perché accada. Le amministrative saranno un’altra cosa: lì i napoletani giudicheranno cinque anni di governo della città e sceglieranno il progetto per i cinque successivi. Noi dobbiamo farci trovare pronti su entrambe le sfide».

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