Centoundici unità amministrative in meno nel distretto giudiziario di Napoli, sessanta delle quali alla sola Procura del capoluogo. Luigia Martino, avvocata e responsabile del Dipartimento Giustizia di Forza Italia Campania, parte dai numeri previsti nella bozza sulla rideterminazione del personale amministrativo per chiedere una verifica dei criteri utilizzati.
«Centoundici unità amministrative in meno nel distretto giudiziario di Napoli, sessanta soltanto alla Procura del capoluogo, sarebbero numeri difficilmente sostenibili. I criteri tecnici vanno verificati tenendo conto della realtà campana», afferma Martino.
Una realtà che la responsabile Giustizia di Forza Italia conosce anche attraverso la propria professione. «La giustizia cammina sulle gambe dei magistrati, ma funziona grazie anche a cancellieri, funzionari e personale amministrativo. Da avvocata conosco direttamente la realtà dei nostri uffici: organici insufficienti significano processi più lenti e maggiori difficoltà per i cittadini».
Martino richiama in particolare la situazione di Napoli, Nola e Torre Annunziata e chiede che nella determinazione degli organici entrino anche le caratteristiche del territorio. «Napoli, Nola e Torre Annunziata affrontano carichi di lavoro e una presenza della criminalità organizzata che impongono una valutazione specifica. I numeri devono misurarsi con la realtà dei territori».
La richiesta viene accompagnata dal sostegno al lavoro del ministro della Giustizia Carlo Nordio. «Il ministro sta portando avanti un lavoro importante, dalle riforme garantiste allo sblocco dei concorsi, dalle nuove assunzioni alla digitalizzazione. Siamo certi che saprà ascoltare anche le ragioni che arrivano dagli uffici giudiziari campani».
Forza Italia Campania sceglie dunque la strada del confronto con il Governo. Martino annuncia che porterà personalmente la questione al Guardasigilli: «Chiederò al ministro Nordio una verifica dei criteri utilizzati. Il nostro ruolo è far arrivare al Governo le esigenze del territorio e contribuire a trovare soluzioni».
La richiesta è quella di evitare che la rideterminazione degli organici venga affidata esclusivamente ai numeri, valutando anche le condizioni nelle quali operano gli uffici giudiziari campani. Per Martino, la specificità del territorio e i carichi di lavoro devono entrare nella valutazione prima delle decisioni definitive.

