É guerra tra De Luca e la Curva Sud La paranza di S. Giuseppe rifiuta l’inchino

É guerra senza quartiere quella in essere tra il sindaco Vincenzo De Luca e gli ultras della Curva Sud Siberiano di Salerno. Ovviamente agli occhi dei non appassionati di cose sportive e legate al mondo del tifo granata non appare nulla. Eppure, sotto un apparente clima di normalità, ribolle una diaspora rovente che potrebbe aumentare anche di intensità e coinvolgere altri soggetti. Ma cosa è successo esattamente? Lo strappo si è consumato nella serata di lunedì, in occasione della solenne processione di San Matteo. Il corteo religioso – come ben sanno i salernitani – è composto di 6 statue. Le prime tre sono quelle dei martiri salernitani Ante, Gaio e Fortunato, perseguitati e trucidati all’alba del cristianesimo nella zona oggi occupata dalla chiesa del Sacro Cuore in piazza Vittorio Veneto. Poi c’è il busto di San Gregorio VII, a perenne ricordo della presenza di un papa nella nostra città dove ancora oggi riposano le sue spoglie. E poi, prima della statua del Santo Patrono, c’è quella di San Giuseppe, in legno massiccio, la più pesante e ingombrante di tutto il solenne corteo. Ebbene, lunedì sera, durante il tradizionale percorso lungo le vie del centro, una volta giunti nei pressi di Palazzo di Città, le paranze con le statue dei santi fanno normalmente il loro ingresso nell’atrio di Palazzo Guerra per rinsaldare questo rapporto plurisecolare tra Matteo e la “sua” Salerno. Ogni Santo ha effettuato l’inchino e l’omaggio, tranne uno: San Giuseppe. E guarda caso, tra i portatori, ci sono proprio alcuni dei principali “attori” del mondo del tifo salernitano. La paranza di San Giuseppe, invece di deviare sotto il portico del Comune, ha tirato dritto, tra lo stupore dei presenti. Perchè tutto ciò? Una semplice coincidenza? Una necessità date le dimensioni notevoli della statua e della relativa paranza? Nulla di tutto questo. Basta riavvolgere il nastro della memoria e tornare alle scorse elezioni amministrative quando gli ultras della Salernitana esposero allo stadio Arechi uno striscione dal tono eloquente: “Vincenzo De Luca, giù le mani dalla Salernitana”, seguito nei giorni successivi da altri striscioni indirizzati agli altri candidati sindaco. In quel frangente, gli ultras Salerno non gradirono alcune esternazioni dell’allora candidato sindaco De Luca e da quel momento il dialogo con l’attuale sindaco si è praticamente interrotto. E così si è arrivati alla scorsa sera, quando la paranza di San Giuseppe ha deciso di disertare l’omaggio a Palazzo di Città. Segno evidente che la guerra fredda è appena iniziata.

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