BATTIPAGLIA – Chissà se gli strateghi della maggioranza (che ormai non c’è più) hanno fatto mea culpa sulla decisione di chiudere i consiglieri fedeli alla sindaca Cecilia Francese a soli tredici con un rimpasto di giunta che è servito, ad oggi, soltanto a vedere bocciati in Consiglio tutti provvedimenti per la città di Battipaglia. E chissà se la sindaca, invece di ascoltare i “consigliori”, avrebbe potuto provare allora, a febbraio di quest’anno, ad aprire all’opposizione un’amministrazione che era in affanno, col fiato corto, senza una prospettiva. Ma la situazione ora è quella che è. Una maggioranza di minoranza che si presenta in consiglio comunale per votare alcune variazioni di bilancio importanti e che va sotto tutte le volte. E a nulla è servito anche l’appello di Cecilia Francese ai banchi dell’opposizione di votare, almeno, la variazione in entrata che riguardava i fondi per il risanamento ambientale. L’opposizione ha fatto il suo mestiere, la stessa opposizione che attende la discussione sulla mozione di sfiducia già protocollata da Gaetano Marino e Giuseppe Provenza e che vede in calce le firme di dodici componenti del Consiglio. E in assise basterebbe un solo “franco tiratore” per far crollare un’amministrazione in affanno e insieme anche il record di dieci anni di governo cittadino di Cecilia Francese. Ora il tempo per ripensare a quelle scelte sembra davvero scaduto. Però c’è uno spiraglio da parte dell’opposizione. La parola la prende Luigi D’Acampora, del Pd. Che apre ad uno scenario di collaborazione su alcuni argomenti per concludere la consiliatura. Ma si badi bene «parlando con tutta l’opposizione, non solo con i singoli». Altrimenti la soluzione più dignitosa sarebbe quella di «andarcene tutti a casa». Avrà tempo per pensarci la prima cittadina che esce con le ossa rotte da un consiglio comunale lacrime e sangue con una maggioranza che da nove componenti si riduce ad otto componenti proprio per il voto sulle variazioni di bilancio. L’unica approvazione all’unanimità è la mozione dei cittadini di Belvedere che chiedono da tempo la realizzazione della nuova scuola Kennedy evitando il peregrinare dei propri figli in altri istituti della città. E chissà cosa penserà della decisione, che pare abbia preso nel corso della serata di ieri, la consigliere Maria Gabriella Nicastro di chiedere un cambio posto in Consiglio. Tra i banchi dell’opposizione manco a dirlo. E con Dario Toriello sempre in posizione di appoggio esterno. Domani è un altro giorno, si vedrà.

