di Sara Desideri

Una strana sindrome sembra si stia diffondendo tra i “ribelli” di Forza Italia e tra quanti ritengono di dover dare loro sostegno seppure da lontano, come nel caso di Isabella De Monte da Pontebba, Comune di 1300 abitanti del Friuli Venezia Giulia, confinante con Austria e Slovenia: la sindrome del Tnt, non il gruppo che con Alan Ford è protagonista dei fumetti di MaxBunker ma il materiale che rese famoso l’imprenditore avellinese Elio Graziano finito poi nei guai giudiziari per le “lenzuola d’oro” fatte propio di Tnt, il Tessuto non tessuto. E così dal tessuto non tessuto siamo passati ai “forzisti non forzisti” o almeno di non lunga appartenenza. Anzi, dalla carriera politica che definire confusa non dà nemmeno l’idea. E così al gruppo del Tnt rimodulato in FnF, forzisti non forzisti, si è aggiunta in queste ore la senatrice Isabella De Monte che dalla sua Pontebba detta le regole per lo svolgimento del Congresso regionale degli azzurri in programma mercoledi a Napoli.
E di sicuro la senatrice non teme di sprofondare nel paradosso. Non basta che la sua carriera politica sia piuttosto “variegata”: nel 2013, da vicesindaco di Pontebba e tra le fedelissime di Matteo Renzi, arriva in Senato con il Pd, nel 2014 viene eletta al Parlamento Europeo sempre con il Pd ma nel 2019 non resiste alle sirene di Azione, appena fondato da Carlo Calenda, e nelle elezioni anticipate del 2022 torna in Parlamento, stavolta al Senato, con Azione. Passa appena un anno e cede al primo amore politico, Matteo Renzi, che nel frattempo con Italia Viva ha rotto l’alleanza con Calenda.
Ma settembre deve essere il mese delle folgorazioni per la Isabella De Monte da Pontebba e nel settembre del 2024 lascia Italia Viva e aderisce a Forza Italia. E volete che questo settembre passi senza clamori? Per carità, stavolta decide di occuparsi delle vicende politiche interne della Campania e dice la sua dettando un po’ di regole forse perché la sua irrequieta carriera politica la accomuna a Pino Bicchielli che di partiti prima di aderire a Forza Italia ne ha cambiati dodici, al senatore Raffaele De Rosa che in Parlamento è arrivato con i 5stelle, al consigliere regionale Livio Petitto entrato in Regione la prima volta sostenendo Enzo De Luca e facendosi eleggere nella lista Davvero Verdi Animalisti che da mesi contestano la linea del segretario regionale Fulvio Martusciello, ma dimenticando un particolare che forse sarà sfuggito anche a chi ne favorì l’adesione a Forza Italia: la senatrice passata da Renzi a Calenda e poi al partito fondato da Silvio Berlusconi, nel 2013 votò da rigorosa piddina e da segretaria della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi e come se non bastasse alla vigilia del voto definitivo in Senato scrisse al fondatore di Forza Italia per informarlo che “per rispetto della legge avrebbe votato per la decadenza”. E volete che con questo curriculum non le spetti un posto d’onore tra quanti vorrebbero che non si svolgesse mercoledì il congresso regionale di Forza Italia? Magari Isabella De Monte aspira, dopo essere stata tra i principali protagonisti della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, a far “decadere” anche Fulvio Martusciello che di Berlusconi sicuramente è stato prima un fedelissimo e ora un fedele custode della memoria. Tutto lecito ma qualcuno dovrebbe spiegarle che non è più nel Pd.
