Chi sono i ribelli di Forza Italia?Girovaghi dei partiti e un’indecisa

di Sara Desideri

Tutta colpa di Elly Schlein. La segretaria del Pd fu eletta presidente del partito con i voti dei gazebo beffando l’intero partito Democratico. E la narrazione fu suggestiva come un riuscito spot pubblicitario: “Non l’avevano vista arrivare”. Il guaio per il Pd è che non avevano visto arrivare nemmeno i tanti non iscritti al partito, molti dei quali magari elettori dei 5stelle, che avevano deciso di dare “il proprio contributo di un euro” votando ai Gazebo.
Più o meno alle elezioni per il segretario del Pd andò così. E l’ipotesi del “condizionamento esterno” deve essere piaciuta molto a Annarita Patriarca, Pino Bicchielli, Raffaele De Rosa e Livio Petitto, tutti con un passato non certo di una osservante e rigorosa appartenenza a Forza Italia, che ora chiedono di non far celebrare il congresso regionale degli azzurri in programma mercoledì prossimo. Qual è il “condizionamento esterno”? Semplice: Annarita Patriarca sembrava ormai con più di un passo fuori dal partito avendo proposto e sostenuto un candidato della lista “Cirielli presidente” alle ultime elezioni regionali e non Forza Italia, Pino Bicchielli ha aderito al partito guidato di Tajani appena un anno fa dopo essere stato eletto in Parlamento con Noi Moderati ed aver aderito in precedenza a ben altri dodici partiti. In pratica una sorte di girovago della politica. Ancora più singolare la storia di Raffaele De Rosa che in Parlamento è arrivato con i 5Stelle, con una furente campagna elettorale antiberlusconiana, e di Livio Petitto che dopo essere approdato in Consiglio regionale nel 2020 con il partito Verdi-Animalista all’ultima competizione regionale è stato candidato da Forza Italia con cui è risultato poi eletto.
In pratica come se esponenti di altri partiti, Cinque Stelle, Partito Animalista Noi Moderati (per fermarci all’ultimo partito dei 13 di Bicchielli) pretendessero di dettare le regole a Forza Italia, così come a qualsiasi altro partito che non fosse della storia politica dei quattro “ribelli” azzurri, fino a condizionarne i congressi interni.
E così non avendo sortito alcun risultato, dopo aver tirato impropriamente in causa persino Marina Berlusconi, ieri hanno vergato una nuova nota stampa nella quale affermano che “quello che sta accadendo in queste ore nelle diverse province della Campania conferma purtroppo tutte le preoccupazioni che abbiamo manifestato in questi mesi. Quello che avrebbe dovuto rappresentare un momento di partecipazione e di confronto politico si è trasformato in un congresso che rischia ormai di assumere i contorni di una vera e propria farsa e, soprattutto, di dilaniare ulteriormente Forza Italia”.
A dire la verità tutti i coordinatori delle cinque province campane, il movimento giovanile, parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali, hanno espresso il proprio sostegno a favore del coordinatore regionale Fulvio Martusciello. Senza dimenticare che in un’intervista a “Il Mattino” il coordinatore nazionale degli azzurri, Antonio Tajani, pur non volendo entrare nelle scelte che spettano alla base del partito nel momento congressuale, ha sottolineato la crescita progressiva che Forza Italia ha avuto con la segreteria regionale di Martusciello. Dal coordinamento regionale nemmeno una parola sui ribelli, recentemente appassionati alle vicende di Forza Italia, che si dicono preoccupati di un “congresso che dilanierebbe ulteriormente il partito”. Ma a dirlo sono solo in quattro. Sempre parlino di Forza Italia e non siano rimasti alle loro vite politiche precedenti.

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