Quello tra Salernitana e Cavese è uno dei derby più storici, viscerali e affascinanti del calcio campano. Una sfida che affonda le proprie radici ben prima dei campionati nazionali: era il 1914 quando ad Eboli, in amichevole, il Salerno F.B. superò 3-0 il Pro Cava.
Non una partita come le altre. Quella gara – disputata a Piazza Mercato e organizzata in occasione delle festività patronali di San Cosmo e Damiano – rappresenta il primo derby tra salernitani e cavesi. Una gara giunta fino a noi grazie anche al lavoro dell’associazione Macte Animo 1919, che ha recuperato prima una incredibile fotografia della partita e poi addirittura la locandina con le due formazioni.
Con la nascita ufficiale di entrambe le società nel 1919, l’antagonismo trovò la sua consacrazione nei tornei ufficiali della Prima Divisione 1923-24 (la Serie A dell’epoca). Il primo confronto di campionato a Salerno si giocò il 16 dicembre 1923 al Piazza d’Armi: vinse la Cavese 1-0 con rete di Tavella. Il match passò alla storia non solo per il risultato, ma per le accese tensioni dentro e fuori dal campo: sfottò macabri in tribuna, pugni al fischio finale e persino scazzottate tra calciatori.
Gli animi furono poi placati in un incontro pacificatorio e da un comunicato congiunto rilasciato nel gennaio 1924 per smorzare i campatilismi. La stagione 1924-25 regalò nuovi colpi di scena. La Salernitanaudax si impose 2-0 sul campo, ma la Cavese ottenne la vittoria a tavolino grazie a un reclamo: i granata avevano schierato con falsi nomi (Serra e Masoero) due calciatori tesserati con la Vigevanese. Nel dopoguerra e negli anni ’40 la rivalità toccò picchi drammatici e grotteschi: 1940-41: La Cavese espugnò il “Littorio” per 3-1 grazie alla doppietta di Icardi e alla rete di Girometta; nella stagione 1941-42 la Salernitana di Gipo Viani travolse i metelliani per 8-0, guidata da un monumentale Vincenzo Margiotta (autore di 5 reti). La gara fu però travolta dallo scandalo: il portiere aquilotto Cozzi confessò di essere stato corrotto con 1.500 lire da dirigenti salernitani. L’illecito costò alla Salernitana l’esclusione dalle finali per la Serie B. Infine nella stagione 1942-43 si registrò un’altra battaglia sportiva vinta dai granata per 3-2 in rimonta. Dopo un’interruzione di oltre trent’anni, il derby tornò negli anni ’70 al “Donato Vestuti”, registrando storici record d’incasso e spalti stipati all’inverosimile. Nel torneo 1977-78: i tifosi granata ricordano uno scoppiettante 2-2 caratterizzato da incidenti in tribuna, espulsioni e ribaltamenti di fronte (reti di Burla e Scardovi per la Cavese, Tivelli e Ghilardi per la Salernitana). L’anno dopo un muro difensivo guidato dal portiere blufoncè Cafaro bloccò il derby sullo 0-0 davanti a 12.000 spettatori. Ancora nel 1979-80 altro derby scoppiettante con la Cavese che ritrovò il successo a Salerno dopo quasi sessant’anni (2-1 con reti di De Tommasi e Viciani jr. per i metelliani e momentaneo pari di Messina), provocando un vero terremoto societario in casa granata con l’esonero del tecnico e del DS. Negli anni ’80 i punti andarono principalmente alla Salernitana: 1-0 nel 1980-81 (gol di Zaccaro) e 1-0 nel 1984-85 (rete di Lombardi e interventi decisivi del portiere Boschin). Nel 1986 e nel 2007 (quest’ultimo disputato al nuovo Stadio Arechi) le sfide si chiusero invece a reti bianche. L’attesa per riassaporare questa sfida è durata quasi un ventennio, fino al 5 ottobre 2025. Davanti a oltre 14.000 spettatori all’Arechi, le due squadre hanno dato vita a un match pirotecnico: la Cavese si è portata in vantaggio con Sorrentino, la Salernitana ha ribaltato il punteggio con Inglese e Ferrari, ma i metelliani hanno riacciuffato il pari con Macchi. A decidere la contesa per il definitivo 3-2 granata è stata la doppietta personale di Roberto Inglese.

