Non solo bandiere, appartenenze e fotografie di gruppo. A Ceglie Messapica, nel primo raduno nazionale dedicato alle giovanili politiche, Forza Italia Giovani Campania ha portato soprattutto una generazione abituata a confrontarsi e ad assumersi responsabilità dentro il partito.
Per tre giorni, nel confronto promosso da La Piazza – Il Bene Comune e Affaritaliani, i giovani azzurri campani hanno incontrato rappresentanti del Governo, parlamentari ed esponenti delle altre organizzazioni giovanili. Un terreno di discussione nel quale il dato politico più interessante è stato proprio il confronto tra storie e appartenenze diverse sui temi che riguardano direttamente le nuove generazioni.
A rappresentare la Campania sono stati Antonio Mariottino e Niccolò Vittoria per Napoli, Michela Colucci e Mario Barretta per Avellino, Francesco Della Rocca, Gennaro Memoli e Martina Manzo per Salerno e Fiorenza Ceniccola per Benevento. A coordinarne la presenza il segretario regionale Gianfranco Succoio.
Il senso della partecipazione, però, è andato oltre la rappresentanza territoriale. Per i giovani di Forza Italia Campania Ceglie è stata l’occasione per portare nel dibattito nazionale esperienze nate nei territori e confrontarsi con modelli politici diversi, rafforzando un percorso che negli ultimi anni li ha visti sempre più presenti nella vita del partito.
«Essere presenti a Ceglie Messapica è stato importante per Forza Italia Giovani Campania – sottolinea Succoio -. Abbiamo portato una delegazione rappresentativa dei nostri territori e abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con tanti giovani, anche di realtà politiche diverse. Il dialogo e la partecipazione sono fondamentali per costruire una politica sempre più vicina alle nuove generazioni e ai territori».
Succoio aggiunge: «In Campania abbiamo avuto la possibilità di crescere anche perché Fulvio Martusciello ha scelto di dare ai giovani spazio vero, responsabilità e capacità di incidere nelle decisioni. Non ci considera una presenza simbolica, ma una parte del partito chiamata a proporre, scegliere e assumersi responsabilità. È un metodo che ci ha permesso di maturare politicamente e di sentirci protagonisti».
Ceglie diventa così un altro passaggio di un percorso già avviato: quello di una generazione che non chiede soltanto visibilità, ma che vuole continuare a misurarsi con il peso delle scelte e con la responsabilità di costruire, nei territori, la classe dirigente di domani.

