Le indiscrezioni su un nuovo pacchetto di forniture riaccendono lo scontro. Crosetto: «Atto che non esiste, si parla del nulla». L’opposizione chiede che Meloni riferisca in Aula
ROMA – Il nuovo pacchetto di aiuti militari destinato all’Ucraina riporta il dibattito politico su un terreno già infuocato. Secondo la Repubblica, il governo avrebbe definito una fornitura corposa di materiali per Kiev — non solo generatori per gli ospedali — e starebbe valutando l’ipotesi di procedere con un decreto, così da evitare frizioni nella maggioranza, in particolare con la Lega. Indiscrezioni che bastano a riaprire il fronte interno e a spingere l’opposizione a chiedere chiarezza, invocando un intervento diretto della premier Giorgia Meloni in Parlamento. Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene per raffreddare il clima: «Si seguiranno le stesse procedure adottate da ogni governo fino ad oggi. Il Parlamento ha autorizzato l’invio di aiuti, civili e militari, anche per il 2026». Crosetto ribadisce che non si tratta di risorse finanziarie, ma di «beni» e «oggetti» di varia natura. Poi l’affondo: «Si chiedono conto, con toni ultimativi, di un atto che ad oggi non esiste in natura, ma di cui si parla come se fosse stato approvato fin da giugno». Una presa di posizione netta, che però non basta a placare le opposizioni. Il M5S, con Francesco Silvestri, punta il dito: «Crosetto dice da mesi che l’Italia è ‘scoperta’ in caso di attacchi, ma ora il governo sembra intenzionato a fornire armamenti all’Ucraina. È così che intende proteggere il Paese? Faccia chiarezza». Da +Europa, Benedetto Della Vedova chiede che Meloni riferisca in Aula: «L’Italia fornirà oppure no dotazioni antimissile, insieme alla Francia, per contrastare gli attacchi russi contro i civili ucraini?». Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, attacca frontalmente: «Il governo chiede ai cittadini tasse, sacrifici e fiducia, ma non spiega quanto spende, cosa invia e quali rischi assume in nome nostro». Poi la stoccata: «E se qualcuno pretende chiarezza, arriva subito l’accusa di essere filorusso. No. Chiedere la verità al proprio governo significa stare con l’Italia». Il nuovo pacchetto di aiuti — ancora non ufficializzato — si conferma un terreno scivoloso per la maggioranza e un punto di pressione per l’opposizione. Tra richieste di trasparenza, timori di divisioni interne e accuse incrociate, il dossier Ucraina torna a essere uno dei nodi più sensibili della politica italiana.

