Riproposto il documento di dimissioni di massa per mandare a casa l’amministrazione Francese. Ora le firme potrebbero essere ben più di 13
BATTIPAGLIA – Ci avevano provato già poco più di un mese fa. Ma non mancò solo la fortuna, ma pure il valore. Adesso dall’opposizione ci riprovano, questa volta con un obiettivo diverso, smascherare chi nel Pd e in altre aree del centrosinistra gioca a nascondino e in pubblico attacca l’amministrazione guidata dalla sindaca Cecilia Francese e in privato briga per un accordo proprio con la sindaca in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Ebbene sì, ritorna la conta per firmare il documento di sfiducia alla prima cittadina e all’amministrazione comunale di Battipaglia. Una fronda di Ferragosto (che comprende parte del Pd, chi come Salvatore Anzalone non è organico al partito e altre componenti di centrosinistra) che, in questa circostanza, potrebbe sortire i due effetti insieme. Mandare a casa la sindaca e costringere parte del Pd e il PSI con annessi e connessi a schierarsi una volta per tutte. Detentore del documento parrebbe essere il consigliere Gaetano Marino. Le buone orecchie del centrosinistra hanno registrato questa che sembra essere più di una ipotesi considerando che, questa volta, le firme potrebbero essere ben più delle tredici necessarie a disarcionare la sindaca Cecilia Francese bloccando la speranza di concludere due mandati pieni alla guida della città. Perché diventa verosimile l’iniziativa Ferragostana dell’opposizione consiliare? Beh, il no che Cecilia Francese ha pronunciato all’ipotesi di ingresso in giunta di Marco Campione ha creato non pochi malumori nel gruppo che ne aveva chiesto la nomina. Non è un mistero che i due consiglieri Dario Toriello e Maria Gabriella Nicastro abbiano già annunciato al presidente del consiglio comunale Angelo Cappelli di non essere più disponibili a partecipare alle sedute dell’assise cittadina. Se ci mettiamo la rottura, non si sa quanto sanabile, innescata con il consigliere Vincenzo Clemente, per quasi le stesse motivazioni, il quadro è bello che completo. E qualcuno potrebbe essere il primo firmatario delle dimissioni di massa, escludendo quella stucchevole riserva di non voler essere il tredicesimo a firmare il documento. Ma la partita che si gioca in questa fase sembra essere tutta interna al campo largo. C’è chi all’interno del Pd, ma non solo, vorrebbe accordarsi con la sindaca, non ricandidabile, caricandosi i consiglieri comunali a lei fedeli. Un’altra scuola di pensiero, invece, pensa di escludere dagli accordi la prima cittadina e punta direttamente all’acquisizione del consenso tra i consiglieri comunali di maggioranza. Pescando nel mazzo insomma. E di questa ultima scuola di pensiero, o meglio diktat, sembra essere portatore il nuovo commissario cittadino del Pd Bruno Di Nesta che dovrebbe ricevere l’imprimatur entro pochi giorni. La fronda Ferragostana ha consegnato la dichiarazione di guerra. Il campo di battaglia ci dirà chi ne uscirà vincitore.

