Morte Jason Dolce, il Riesame di Torino nega i domiciliari ai genitori

Il Tribunale del Riesame di Torino non fa sconti a Vito Dolce e Carmen Marotta. La coppia, originaria del Cilento ma residente a Borgomanero, accusata di maltrattamenti e lesioni ai danni del figlio di sette mesi, Jason morto a novembre del 2024, resterà in carcere. I giudici del Tribunale delle Libertà hanno respinto la richiesta di domiciliari avanzata dagli avvocati Leopoldo Catena e Lorenzo Sozio.

Le motivazioni saranno depositate tra 45 giorni ma sembra chiaro che i giudici abbiano condiviso le ragioni che hanno spinto il gip Niccolò Bencini ad arrestare la coppia che, ad aprile scorso, si era trasferita in Svizzera portando con sé la prima figlia di pochi anni violando la decisione del Tribunale per i minori che ne aveva deciso l’allontanamento. Contemporaneamente, è stata fissata al prossimo 20 agosto l’udienza preliminare.

La storia di Jason comincia il 29 marzo 2024. Il piccolo non ha neanche un mese di vita quando viene ricoverato per la prima volta nel reparto Pediatria dell’ospedale di Borgomanero per un’ustione di primo grado alla palpebra superiore destra. Sarà dimesso qualche giorno dopo, ma il 12 aprile successivo saranno Vito Dolce e Carmen Marotta a portarlo di nuovo al pronto soccorso segnalando difficoltà respiratorie e inappetenza. A distanza di due settimane però, il 26 aprile, il medico curante invita i genitori a portare il piccolo in ospedale: «gemito e piccole ecchimosi su viso e corpo» e «sospetto di sepsi” la diagnosi che i medici del nosocomio piemontese cercando di approfondire. Una Tac rivelerà poi una frattura scomposta della clavicola: come se l’è procurata Jason?

I genitori diranno cadendo dal letto mentre giocava con sua sorella, ma la loro versione non trova riscontro nelle dichiarazioni dei familiari.
Si insinuano i primi sospetti che il 14 novembre successivo autorizzeranno i carabinieri di Borgomanero ad ispezionare l’appartamento della coppia e il pm Paolo Verri ad aprire un fascicolo di inchiesta: Jason Dolce muore in ospedale alle 8.50, ma il piccolo era giunto al pronto soccorso alle 7.30 già in arresto cadiocircolatorio, cianotico e con un ematoma al sopracciglio sinistro.

«Morte improvvisa possibile sudden infant death disease» sarà scritto nel referto, ma il dubbio che Jason abbia subito maltrattamenti e che la morte ne sia stata la conseguenza si fa più consistente.
Dal sopralluogo dei carabinieri nell’appartamento non vengono rinvenuti «tracce, oggetti o elementi di qualsivoglia natura che potessero far ipotizzare ad un evento riconducibile a morte violenta o per cause non naturali». Tuttavia a provocare la morte di Jason sarebbe stata un’asfissia meccanica, come dirà il consulente della procura. Cosa ha provocato il soffocamento? Il latte anti-rigurgito che il neonato pareva non tollerasse, come sostennero i genitori, o qualcos’altro come ipotizza la procura?

I cellulari di Vito Dolce e Carmen Marotta e dei loro familiari vengono messi sotto controllo. Una serie di telefonate innescate dal padre di Vito, per cercare di «concordare» con gli altri «versioni coincidenti e sovrapponibili», non lasciano più dubbi: per gli inquirenti la sera prima del decesso è successo qualcosa.

Vito Dolce viene intercettato mentre, in macchina con sua moglie e la primogenita, inveisce contro la piccola che non smette di piangere. Lo stesso farà con la sua compagna che offende chiamandola «grassona di merda». La donna non si ribella e sarà disposta a trasferirsi in Svizzera con il marito portando con sé la primogenita che adesso si trova in un istituto elvetico..

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