Il ministro Piantedosi interviene sugli scontri di Bologna: «Si inverte l’onere della prova». La Croce Rossa: «Rianimato Fakir con defibrillatore»Alta tensione dopo la manifestazione: documentati gli episodi, chiarito l’intervento dei soccorritori

Roma – Il caso Bologna accende il dibattito politico

ROMA – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi interviene sugli scontri avvenuti a Bologna dopo la manifestazione per Abderrahim Fakir, morto durante il fermo. A margine della presentazione delle nuove bodycam per il personale Fs Security, il ministro ha denunciato un clima di sospetto verso le forze dell’ordine. «C’è un pregiudizio per cui si inverte l’onere della prova quando si tratta dell’azione delle forze dell’ordine: si presume, da parte di alcuni, la non legittimità. Ma noi non abbiamo timore di nulla», ha dichiarato Piantedosi, rivendicando la correttezza degli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico. Il ministro ha ricordato che «le forze dell’ordine sono le istituzioni al primo posto nel gradimento della maggioranza degli italiani», sottolineando che «tutti gli episodi che sono successi sono ampiamente documentati». In parallelo, la Croce Rossa Italiana ha diffuso una nota per chiarire l’intervento dei volontari accorsi per soccorrere Fakir. «Sono intervenuti con manovre di rianimazione cardiopolmonare e defibrillatore per tentare di salvare l’uomo», precisa la Cri. Secondo le informazioni raccolte, l’equipaggio ha praticato le manovre «dal momento in cui è stato possibile intervenire fino all’arrivo dell’automedica, richiesta alla centrale operativa dagli stessi volontari». Una ricostruzione che mira a fugare dubbi e polemiche sull’operato dei soccorritori, finiti al centro del dibattito pubblico dopo la diffusione delle immagini degli scontri. Le parole del ministro e la nota della Croce Rossa si inseriscono in un clima di forte tensione politica e sociale, con manifestazioni, proteste e richieste di chiarimenti sulle circostanze della morte di Fakir e sulla gestione dell’ordine pubblico. Il caso resta aperto, mentre proseguono gli accertamenti della magistratura e le verifiche interne sulle operazioni svolte.

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