Miracolo compiuto. Nello Mastursi fa centro, Vincenzo De Luca blinda il suo potere e in consiglio comunale la sua linea prevale su tutti i fronti. Primo: la presidenza del consiglio va ad Horace Di Carlo con 28 voti a favore e due astenuti.
Eva Avossa, la super favorita, appare stanca e quasi annoiata ma non tradisce. Non lo fa nemmeno Angelo Caramanno, il presidente uscente che la settimana scorsa ha abbandonato la riunione di maggioranza quando De Luca indicò Di Carlo.
Finanche Luca Sorrentino, il progressista più votato dopo il passaggio in giunta dei tre super premiati alle urne, si attiene alle direttive dettate da Mastursi per conto di De Luca. Sorrentino si accontenta dei suoi dieci minuti di celebrità: presiede da consigliere anziano (?) l’avvio di seduta, la proclamazione degli eletti e il risultato delle urne, da cui esce una preferenza a suo favore. Da parte di chi?
A questo punto è chiaro che i franchi tiratori sono dall’altra parte. Tra i banchi dell’opposizione, nascosti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. All’interno della maggioranza circola voce che sia stato il forzista Gabriele Casaburi a votare il progressista. Perché lo avrebbe fatto?
L’elezione del vicepresidente ricompatta il centrodestra. Gherardo Maria Marenghi comunica all’assemblea la dichiarazione di voto della coalizione su Sarel Malan: cinque voti contro i ventiquattro di Armando Zambrano.
I due consiglieri di centrosinistra Franco Massimo Lanocita e Adalgiso Amendola si astengono di nuovo (gli altri due, Claudio Russolillo del 5Stelle e l’ex socialista Rino Avella, sono assenti). Ma la coalizione di centrosinistra aveva previsto tutto: l’ex presidente dell’ordine degli ingegneri sarà l’appoggio esterno alla maggioranza deluchiana, sembra ormai cosa fatta anche se il collega Corrado Naddeo ci prova a mettere in difficoltà i deluchiani sulla delibera relativa alla viabilità di Porta Ovest: influenza zero.
Il cinque volte sindaco di Salerno assiste dall’alto del suo scranno un film già visto tante, troppe volte in venti anni. Quasi annoiato dalla prevedibilità degli eventi ma mai abbastanza pago di misurare la sua forza e mostrarla agli avversari più agguerriti (il centrosinistra in primis). Perciò si alza dal trono e si dirige verso Ciro Giordano (Fd’I), con cui scambia qualche parola prima di prendere posto accanto a Marenghi tra i banchi dell’opposizione.
De Luca si offre anche a fotografi e telecamere (a differenza di Sarel Malan che poco prima, durante il suo intervento, aveva chiesto che fossero allontanati), come a dire: “non c’è gioco per nessuno perché comando maggioranza ed opposizione”.
Il vecchio film si ripete quando c’è da votare di nuovo. È il momento di decidere chi sarà il consigliere di opposizione che farà parte della commissione elettorale (molto ambita). Il voto segreto premia proprio il meloniano Ciro Giordano con cui il sindaco si era intrattenuto poco prima e il secondo tentativo di allargare la sua influenza anche tra i meloniani è compiuto ma non completo.
C’è da corteggiare ancora il capogruppo Gherardo Maria Marenghi. Niente di più semplice, basta complimentarsi personalmente e pubblicamente per il suo l’intervento su Asi e impianti sportivi da ristrutturare: è questo il primo passo per l’appoggio di “re Vincenzo” alla candidatura di Marenghi alla presidenza della commissione Trasparenza.
Sempre meglio il meloniano che Lanocita, De Luca dixit, con l’approvazione dei suoi angeli custodi da sempre alle sue spalle: il capo staff Mastursi e Felice Marotta.

