Nulla ci si aspettava dalla prima udienza dibattimentale ma neanche che si chiudesse in cinque minuti per l’incompatibilità della giudice Dolores Zarone, che si è occupata già del caso durante la fase delle indagini.
Comincia così il processo sull’omicidio di Angelo Vassallo. Comincia con un nulla di fatto, il trasferimento dalla prima alla seconda sezione della Corte d’Assise (presidente Mauro Tringali e Diograzia Serretiello a latere) e il rinvio al prossimo due novembre: il giorno dei morti, come il sindaco di Pollica barbaramente ucciso la sera del 5 settembre 2010 da chi, dopo 16 anni, non è stato consegnato ancora alla giustizia.
Sul banco degli imputati, con l’accusa di essere i presunti mandanti dell’assassinio, sono rimasti l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e l’imprenditore dei cinema Giuseppe Cipriano. Il terzo, Giovanni Cafiero, risponde solo del traffico di droga che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato scoperto da Angelo Vassallo e che quindi sarebbe il movente dell’omicidio.
Restano invece fuori dal processo il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo (prosciolto in fase di udienza preliminare dal gup Giovanni Rossi previa impugnazione della Procura) e l’aspirante collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, assolto per mancanza di prove e comunque ritenuto inattendibile dalla Cassazione prima e dal giudice dell’udienza preliminare dopo. Ma forse non abbastanza inattendibile da disporre l’avvio di un processo che, senza i due perni principali dell’impianto accusatorio, appare monco.

