Urlo e lacrime: la zampata di Lukaku rialza il Napoli

Il gol più atteso. Pesantissimo. Una stoccata da Champions. Il Napoli vede le streghe, rischia di fare i conti con la fatal Verona. Poi, a tempo scaduto, il pallone arriva in area e premia Lukaku. Il belga, l’uomo più atteso, trova la deviazione che batte Montipò, stende l’Hellas e permette agli azzurri di tirare un sospiro di sollievo (1-2). Perché il Napoli al Bentegodi fa tutto bene solo per 3’. Hojlund mette la trasferta in discesa ma poi gli azzurri giocano col fuoco, rischiano e incassano il pari di Akpa Akpro. Il finale è di grandissima tensione, nel nome della frenesia. Sul gong la stoccata di Lukaku, in lacrime per il papà scomparso in autunno ma anche per aver detto fine ad un calvario lunghissimo.
Conte riparte dal 3-4-2-1, con Vergara e Alisson Santos, non al top, alle spalle di Hojlund. La partenza del Napoli è rabbiosa e porta subito al gol del vantaggio. Politano, largo a destra, sfonda e mette al centro un pallone che sul dischetto di rigore viene calamitato da Hojlund. Testata chirurgica del danese che trova il palo come supporto per battere Montipò e firmare il gol che sblocca il match (2’). Il Napoli però, invece di accelerare, anestetizza la partita, con eccessiva pazienza che si trasforma ben presto nel nervosismo di Conte. Prestazione molle, contro un Verona che però non ha la forza per aggredire e protegge lo svantaggio con la speranza di portare la partita sul binario dell’incertezza più avanti possibile. Alisson Santos non si accende, Vergara cerca l’intesa con Politano. Gli errori non si contano. Il Napoli è in una conclusione di Elmas che Montipò devia lateralmente (23’). Poi è un continuo e lento gioco in orizzontale, a caccia degli strappi che non arrivano. L’unico pericolo è nell’ennesima giocata da fuoriclasse di Hojlund: il danese supera in uscita Montipò ma la sua conclusione da posizione impossibile trova il piedone di Edmundsson a pochi passi dalla linea (37’).La musica non cambia nemmeno nella ripresa: il Napoli è tutto in gestione ma con ritmi che fanno il solletico al Verona che, a suon di rilanci, mette i brividi alla retroguardia azzurra. Conte suona subito la carica inserendo Gutierrez al posto di uno spento Spinazzola. Gli ospiti si scuotono ma Vergara calcia alto da buona posizione (60’). Gli azzurri non fiutano il pericolo e, su un angolo concesso su un fallo netto su Buongiorno, Akpa Akpro trova il pari con deviazione di Hojlund (65’). Il Napoli è tutto in una conclusione di Elmas che Montipò disinnesca. Poi il finale thriller: Conte gioca le carte Lukaku e Giovane. Dopo la mancata deviazione vincente di Bowie su errore in uscita di Meret, arriva il gol. Giovane crossa, Lukaku è il più lesto di tutti (97’). Gol e lacrime: il Napoli riparte.

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