Un titolo europeo, un’emozione grande come il suo cuore, un futuro davanti che promette scintille. E’ così che possiamo fotografare Vincenzo Pappalardo, giovane karateka salernitano che agli europei di categoria svoltisi a Limassol ha conquistato l’oro a squadre. ed un bronzo individuale. Un risultato che rende merito ai tanti sacrifici fatti per emergere.
Allora Vincenzo, la prima cosa a cui hai pensato quando la tua squadra ha vinto l’oro?
“La prima cosa che ho pensato è stata a tutti i sacrifici fatti per arrivare fin qui. Ho rivisto in un attimo gli allenamenti durissimi, le rinunce, i momenti difficili. Vincere l’oro con la squadra è qualcosa di indescrivibile, perché condividi la gioia con persone, anzi con amici, che vivono il tuo stesso sogno ogni giorno.
È stata un’emozione fortissima e un orgoglio immenso. Ci abbiamo creduto anche quando nel girone abbiamo incontrato la Spagna, squadra veramente forte e considerata la favorita. Sicuramente l’unione in questo caso, é stata la nostra forza”.
Un successo doppio vista anche la medaglia di bronzo nella gara individuale. Ma quante difficoltà hai affrontato in questo campionato europeo, quali gli avversari più temibili?
“A questi livelli non esistono gare semplici: ogni incontro è una battaglia, sia fisica che mentale. Tutti i partecipanti erano atleti degni di stare su quel tatami. Gli avversari più temibili sono quelli che mantengono lucidità fino all’ultimo secondo. Questo bronzo, in verità, ha un sapore dolce amaro per me. Mi ero preparato per puntare all’oro, ma comunque sono fiero di come ho gestito la gara e le sensazioni”.
Hai già una lunga serie di titoli e successi alle spalle, nonostante la tua giovanissima età. Vogliamo raccontare a tutti chi è Vincenzo Pappalardo e la sua storia di atleta?
“Sono un ragazzo di 20 anni che ha cominciato karate da bambino nella palestra di suo padre a Salerno, l’Accademia Karate Salerno. All’inizio era solo un gioco, col tempo é diventato il mio essere, la mia missione. Dietro ogni medaglia ci sono sacrifici, rinunce e tanta passione. Sono sempre stato determinato, non mi sono mai accontentato e ho sempre cercato di imparare dalle sconfitte. Oggi non potrei vivere senza il karate”.
Quali sono i tuoi punti di riferimento e a chi ti senti di dire grazie per i risultati ottenuti?
“Sono tante le persone che contribuiscono ogni giorno a rendermi un bravo atleta. In primis la mia famiglia e quindi i miei genitori, che da sempre mi supportano e mi seguono in ogni mio passo. Credono in me e fanno di tutto per permettermi di essere al meglio delle mie possibilità. Ringrazio poi il mio Maestro di sempre Alfredo Tocco, tecnico del Gruppo sportivo giovanile delle Fiamme Oro Polizia di Stato, perché questi risultati non li avrei mai raggiunti se non ci fosse stato lui a guidarmi in tutti questi anni. Infine ringrazio la nazionale italiana giovanile per avermi permesso di rappresentare l’Italia, e in particolare ringrazio il Mº Fulvio Sole, che ci ha seguiti, durante tutta la preparazione per questo Europeo”.
Essere salernitani durante le gare cosa rappresenta per te?
“Per me è un grande orgoglio. Portare il nome di Salerno in giro per l’Europa e nel mondo mi dà una motivazione in più. Sento il calore della mia terra e questo mi dà forza, soprattutto nei momenti più difficili della gara”.
Quali sono i prossimi appuntamenti e quali sono le tue ambizioni per l’immediato futuro?
“Adesso l’obiettivo è continuare a lavorare sodo e preparare al meglio i prossimi impegni internazionali.In particolare mi aspettano nei prossimi mesi due gare molto importanti: la Premier League che si terrà ad Ostia, una gara di livello internazionale a cui possono partecipare solo i primi 32 atleti della ranking mondiale, e la Serie A ad A Coruna in Spagna. Due appuntamenti davvero rilevanti per la mia carriera sportiva”.

