«Un impegno per dare voce ai più deboli»

Laurea in Scienze della Comunicazione, poi in Giurisprudenza, avvocato, Adriana Arcari accanto all’impegno professionale ha scelto quello politico, con una candidatura al consiglio regionale.
Quali valutazioni, personali e politiche, l’hanno spinta a questa candidatura? E perché con l’Udc?
«Fin da bambina sono sempre stata alimentata da un forte senso di giustizia. Questo è il motivo per cui ho deciso di svolgere la professione di avvocato con entusiasmo e dedizione. Qualche mese fa a seguito di un evento luttuoso ho visto una madre in cerca di giustizia per la figlia, morta prematuramente ed in circostanze da chiarire, che veniva offesa, senza che vi fosse umanità alcuna da chi, forse, avrebbe dovuto dare conforto e garantire risposte. Quel giorno ho provato un senso di profonda incompiutezza e di frustrazione. Le istanze di chi avrebbe dovuto ricevere conforto, giustizia e comprensione, venivano ignorate da chi ha il dovere politico, sociale e morale di difendere i diritti dei cittadini. Ho accettato, quindi, di candidarmi con la Democrazia Cristiana perché credo che incarni al meglio questi valori. Così è nato il mio impegno politico».
Nella sua prospettiva di cittadina e professionista, quali sono le principali criticità della nostra regione?
«La regione Campania ha un grande potenziale spesso sottovalutato dalle politiche territoriali. Abbiamo un altissimo tasso di disoccupazione, i giovani sono costretti ad andarsene per lavorare, le imprese non investono sul territorio, la sanità vive un periodo molto difficile: non è normale che vi siano liste d’attesa lunghissime per visite specialistiche. I campani meritano una sanità efficiente».
In cosa ha mancato la giunta De Luca?
«A questa domanda rispondo da giovane professionista, per i giovani non è stato fatto niente, non sono stati creati nuovi posti di lavoro, non si è incentivato il turismo sfruttando quelle che sono le bellezze naturali e culturali dei luoghi, sarò controcorrente ma da salernitana, ad esempio ritengo che Le luci d’artista siano ormai diventate un disagio per noi salernitani che “viviamo” la città, Abbiamo borghi bellissimi, città ricche di cultura, perché non valorizzare queste ricchezze? I turisti che attraccano a Salerno, ad esempio, non hanno idea di cosa visitare, eppure abbiamo chiese bellissime, nel nostro Duomo è seppellito un papa, abbiamo avuto la scuola medica salernitana, spesso mi capita di incontrarli spaesati a chiedere informazioni perché magari non sanno come raggiungere il castello Arechi o altri posti».
La prima proposta che porterebbe in aula in caso di elezione?
«È importante sostenere i giovani e creare posti di lavoro, incentivare le imprese, bisogna mettere fine all’assistenzialismo, al clientelismo e dare spazio alla meritocrazia. Bisogna offrire incentivi ai giovani che decidono di restare sul territorio campano offrendo anche programmi mirati alla formazione. Bisogna creare nuovi centri sportivi per i ragazzi, lo sport è un settore che incide sulla salute, sull’educazione e sulla crescita di un territorio».
Lei è un avvocato, guardiamo un po’ oltre la tornata delle elezioni regionali: cosa farà in occasione del referendum sulla giustizia?
In occasione del referendum sulla giustizia sosterrò le ragioni del “si” anche perché ritengo che l’autonomia si protegga distinguendo i ruoli e non confondendoli. Noi abbiamo un modello di processo accusatorio il che significa che debba esserci una netta distinzione tra l’accusa e la funzione giudicante. Per garantire un contraddittorio pieno ed un processo equo la separazione delle carriere è un passo in avanti. La separazione delle carriere a mio avviso non spacca affatto il potere della magistratura, anzi gli garantirebbe una dignità superiore ed una maggiore autorevolezza, una magistratura libera è una magistratura più forte e più garantista della tutela dei cittadini».

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