L’Uefa starebbe valutando la sospensione di Israele da tutte le competizioni calcistiche internazionali. A scriverlo è il quotidiano britannico Times, che parla di una decisione «attesa la prossima settimana, con la maggioranza dei membri favorevole».
Forse finalmente qualcosa si muove. Anche se in clamoroso ritardo, la Uefa potrebbe adottare una decisione che era stata invocata da tanti già a partire dall’inizio del 2025, da quando cioè la pressione del governo di Tel Aviv sulla popolazione civile palestinese è diventata insopportabile, trasformando un assedio militare in un genocidio.
Anche la recente gara tra Italia e Israele – giocata in Ungheria – aveva agitato l’opinione pubblica italiana, schierata per la quasi totalità per il non voler disputare quell’incontro in segno di protesta contro la politica israealiana.
Al momento, però, dalla Uefa non risultato riunioni in programma dedicate a questo tema. La questione è delicatissima in quanto prende in considerazione competizioni già iniziate e va a inserirsi in un meccanismo ancora più grande che riguarda i rapporti tra la Federcalcio europea e la Fifa, che organizza i Mondiali.Una eventuale decisione in tal senso, infatti, chiuderebbe le porte a Israele per i prossimi Mondiali, in programma la prossima estate. L’Italia è nello stesso girone di qualificazione, ha vinto all’andata 5-4 e da calendario ospiterà Israele il 14 ottobre a Udine. Inoltre, la decisione della Uefa comporterebbe l’esclusione del Maccabi Tel Aviv dall’Europa League: la squadra israeliana deve affrontare il Bologna nell’ultima giornata del maxi-girone, il prossimi 29 gennaio. Il ministro israeliano dello sport, Miki Zohar, ha affermato ai media israeliani di «essere al lavoro con il premier Benyamin Netanyahu per impedire questa mossa». La speranza – semmai ve ne fosse ancora nel mondo civile – è che almeno lo sport possa dire basta al genocidio del popolo palestinese con un gesto clamoroso ma assolutamente condivisibile.

