Sarà annunciata dal presidente Zelensky il prossimo 24 febbraio, quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, la data delle elezioni presidenziali e del referendum sulle clausole del piano di pace. Appuntamento elettorale che dovrebbe tenersi entro il 15 maggio.
A darne notizia il Financial Times, secondo cui di fatto Kiev avrebbe capitolato dinanzi alle pressioni statunitensi. Washington, infatti, da tempo spinge perché Russia ed Ucraina raggiungano un accordo per porre fine al conflitto entro l’inizio dell’estare, per raggiungere questo risultato è necessario, però, che il presidente ucraino – Zelensky o un suo eventuale successore – sia legittimato da un solido consenso popolare e che le clausole più controverse del piano di pace siano discusse ed accettate dall’opinione pubblica ucraina. Ad iniziare dalle più che probabili cessioni territoriali che l’Ucraina dovrà sopportare in cambio della pace: attualmente circa il 20% del territorio ucraino è sotto controllo russo, con Mosca che rivendica anche quella parte del Donbass dove sono ancora presenti truppe di Kiev.
Dalla capitale ucraina, intanto, non arrivano né conferme né smentite alle notizie rilanciate dal Financial Times, l’unico riferimento è uno stringato commento dell’ufficio di presidenza rilanciato dall’agenzia Rbc Ucraina, secondo cui «finché non ci sarà sicurezza non ci saranno annunci» sulle elezioni.
Quasi certamente ad ammorbidire la posizione di Kiev ha contribuito lo sfavorevole andamento della guerra: se è vero che i russi non sfondano, è pur vero che prosegue la loro lenta avanzata, mentre la campagna aerea contro il sistema energetico ucraino ha ormai prodotto danni gravissimi.

