Quasi 400 evacuati. Oggi lutto nella regione di Kiev. Intelligence: Mosca pianifica nuove operazioni
KIEV – La Russia continua a colpire l’Ucraina con raid mirati. L’ultimo, particolarmente devastante, ha riguardato la località di Myla, nel distretto di Bucha, vicino a Kiev: un deposito di munizioni è esploso dopo l’impatto di un drone russo, provocando 37 morti e 42 feriti. Le autorità hanno evacuato quasi 400 persone, mentre la regione di Kiev ha proclamato per domani una giornata di lutto. Il premier ucraino Serhiy Koretskyi ha parlato di «negligenza criminale», ricordando un episodio analogo avvenuto il 6 luglio a Vyshneve, sempre nella regione di Kiev: «Nel quinto anno di guerra, commettere gli stessi errori è negligenza criminale. I responsabili dovranno essere puniti seriamente». Il presidente Volodymyr Zelensky, in un post su X, ha confermato che l’esplosione è stata causata da un attacco russo con droni e ha ribadito l’esistenza di regolamenti chiari: «Le munizioni non possono essere vicino alle case o ad altre aree residenziali». Zelensky ha spiegato che l’esplosione ha danneggiato: edifici residenziali, una struttura per anziani e persone con disabilità, diverse infrastrutture circostanti. Tra le vittime c’è anche Taras Didych, capo della comunità di Dmytrivka, morto mentre prestava soccorso ai residenti colpiti. Il presidente ha annunciato indagini della Polizia Nazionale e del Servizio di Sicurezza, con l’apertura di procedimenti penali per negligenza: «Coloro che hanno permesso che questo accadesse devono essere ritenuti responsabili». Zelensky ha segnalato attacchi anche nelle regioni di Odessa, Dnipro, Kiev, Zaporizhzhia, Sumy, Kherson, Kharkiv, Mykolaiv, Donetsk e Chernihiv, ribadendo che l’Ucraina «non può essere lasciata sola» nel difendersi da operazioni di questa portata. Il vice capo di gabinetto del presidente, Pavlo Palisa, ha riferito che l’intelligence ucraina ha individuato segnali di pianificazione russa per operazioni contro Kiev e Chernihiv, su istruzione diretta del Cremlino. Si tratta di scenari possibili, non di un’offensiva imminente, ha precisato Palisa. Secondo le analisi, dopo le elezioni legislative russe, attese a breve, Mosca potrebbe avviare una nuova mobilitazione di 300–500 mila reclute, probabilmente nella prima settimana di ottobre.

