Sospese 157 attività tra hotel, resort, stabilimenti balneari e ristorazione. Accertate 751 posizioni lavorative irregolari e quasi 3,5 milioni di euro di sanzioni
ROMA – Una fotografia severa del comparto turistico alberghiero italiano arriva dalla campagna straordinaria di vigilanza condotta tra giugno e luglio 2026 dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, in collaborazione con l’Arma territoriale. L’operazione, estesa su tutto il territorio nazionale, ha messo in luce criticità diffuse: oltre il 63% delle aziende controllate è risultato irregolare. Le verifiche hanno riguardato 785 aziende, selezionate sulla base di indici di anomalia ricavati dalle banche dati del Comparto. Di queste, 486 sono risultate irregolari. Controllati 3.825 lavoratori, tra cui 900 extracomunitari e 84 minori. Accertate 751 posizioni irregolari (19,63% del totale): 553 casi di “lavoro grigio”, con rapporti formalmente esistenti ma irregolari; 198 lavoratori in nero, privi di qualsiasi tutela. La parte più consistente delle contestazioni riguarda la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: 395 violazioni accertate, 157 sospensioni dell’attività imprenditoriale (20,71% delle aziende controllate). Nel dettaglio: 88 sospensioni per impiego di lavoratori in nero; 50 sospensioni per gravi violazioni in materia di sicurezza; 19 sospensioni per entrambe le irregolarità. Le somme dovute per le sospensioni ammontano a 456.100 euro, mentre il totale tra sanzioni e ammende raggiunge 3.489.881,40 euro. Sono 423 i soggetti deferiti all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà: 395 per violazioni in materia di sicurezza; 4 per caporalato; 9 per irregolarità legate all’impiego di cittadini stranieri senza documenti; 6 per violazioni sul lavoro minorile; 85 per ulteriori fattispecie, tra cui somministrazione fraudolenta di manodopera e installazione non autorizzata di sistemi di videosorveglianza. Le irregolarità più frequenti riguardano la mancata sorveglianza sanitaria, la formazione insufficiente e la valutazione dei rischi non adeguata: tre elementi che, da soli, rappresentano oltre il 62% delle contestazioni. La campagna straordinaria conferma una realtà già nota: nel comparto turistico alberghiero persistono lavoro sommerso, utilizzo irregolare della manodopera e scarsa attenzione alla prevenzione. Un quadro che, in piena stagione estiva, assume un peso ancora più rilevante per la tutela dei lavoratori e la sicurezza degli ospiti.

