Quando parla di turismo Salvatore Gagliano non lo fa da osservatore ma da uomo che lo vive. Lo si capisce anche entrando nella hall del Grand Hotel Tritone di Praiano, l’azienda di famiglia affacciata tra roccia e mare: lì dove ogni giorno, da una vita, l’alba è lavoro, accoglienza e responsabilità. Imprenditore alberghiero, erede di una tradizione familiare tra le più antiche della Costiera Amalfitana, Gagliano conosce il settore non per sentito dire ma perché lo attraversa quotidianamente con la concretezza di chi ci mette le mani e il cuore. Ed è proprio da qui che nasce la sua decisione di tornare nell’agone elettorale, come sempre nel centrodestra, candidandosi al Consiglio regionale della Campania con Fratelli d’Italia. Un ritorno nel segno della coerenza: già consigliere regionale per due legislature, eletto nel 2000 e nel 2005 con oltre dodicimila preferenze, e per quindici anni sindaco di Praiano, Gagliano è da sempre un uomo del fare. La sua riflessione sul sistema della ricettività è schietta e tagliente. Parte da ciò che «dovrebbe essere il motore dell’economia regionale, e che invece gira ancora a rilento». Per lui «le priorità sono la qualità e la professionalizzazione. Molti operatori sono giovani ed è giusto dare loro la possibilità di formarsi adeguatamente» sostiene. «Ma allo stesso tempo serve accompagnare nella crescita le strutture nate di recente, soprattutto le più piccole». Parole che mescolano esperienza e visione. E che toccano il nodo più critico: la mancanza di competenze al vertice. «Resta per me un punto incomprensibile» osserva. «Perché, a livello regionale, le scelte strategiche sul turismo vengono spesso affidate a persone prive di una conoscenza reale del settore? Persone magari garbate, ma fare turismo è tutt’altra cosa. Servono professionalità, pianificazione, capacità di leggere i mercati e le stagioni». Lo dice con la concretezza di chi ha passato una vita in albergo, tra prenotazioni e ospiti internazionali. «Madre Natura è stata generosa con noi» aggiunge. «Ma la bellezza, da sola, non basta. Senza una regia seria, senza un piano organico, continueremo a disperdere potenzialità enormi». Nella sua visione il turismo non è soltanto un tema economico: è anche un orizzonte politico, una chiave per ridare equilibrio a una regione divisa tra costa e aree interne. Gagliano guarda alla Costiera Amalfitana e alla Costiera Cilentana. Ma anche alla sua città, Salerno, dove vive quando non è a Praiano per lavoro. «Sul piano turistico» spiega «Salerno è all’anno zero. Bisogna immaginare servizi integrati, una visione chiara di dove e come si vuole andare, una regia unica e competente. Questa città ha potenzialità straordinarie ma serve un progetto vero, che la colleghi al resto del territorio regionale e la renda finalmente attrattiva tutto l’anno. Al momento possiamo solo constatare con amarezza che alle porte della Costiera Amalfitana abbiamo costruito il porto commerciale». Per Gagliano «lo spopolamento dei piccoli centri fa paura» avverte ancora. «Non si possono lasciare le comunità da sole ad affrontare una sfida più grande di loro. Bisogna agire in modo rapido, deciso, profondo. Il turismo va sostenuto ma da solo non può bastare. Servono servizi, infrastrutture, collegamenti». E aggiunge: «In Campania gran parte del territorio è montano. I problemi e i rischi saranno ancora maggiori se non si investe sulla viabilità. Occorre liberare dall’isolamento interi territori che restano difficili da raggiungere. Solo così turismo e sviluppo potranno camminare in sieme». Una visione ampia che intreccia pragmatismo e identità. «Il futuro della nostra regione passa dalla capacità di mettere in rete coste e montagne, tradizioni e innovazione» sottolinea Gagliano. «Ma serve serietà e serve competenza. Perché il turismo non è una vetrina da esibire in campagna elettorale: è un mestiere, un impegno quotidiano, una responsabilità verso la terra che amiamo. Ogni ospite che arriva in Costiera porta con sé uno sguardo sul mondo. Sta a noi accoglierlo con rispetto e passione. È quello che faccio da sempre» conclude Gagliano «e che continuerò a fare per la mia terra».

