Trump chiede navi agli alleati, i “no” di Londra, Berlino e Roma

Alla fine a restare con il cerino acceso in mano è stato Donald Trump. E avere una fiamma accesa quando si ha a che fare con gas e petrolio non è mai una cosa buona.
Fuor di metafora, i “no, grazie” incassati ieri dall’inquilino della Casa Bianca sono numerosi e politicamente pesanti. Ma andiamo con ordine: la giornata si apre con l’annuncio da parte dell’amministrazione statunitense della prossima costituzione di una coalizione internazionale destinata a garantire il libero transito nelle acque del Golfo Persico, con diversi Paesi sollecitati direttamente da Trump a prendere parte all’iniziativa.
Con il passare delle ore iniziano ad arrivare le prime risposte e – sorpresa – sono tutte negative. Londra respinge al mittente la richiesta, così come Berlino. Posizione particolarmente dura, quella della Germania.
«Cosa si aspetta Donald Trump che una manciata o due di fregate europee facciano nello Stretto di Hormuz che la potente Marina statunitense non sia in grado di fare?», il caustico commento del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. E se il messaggio fosse poco chiaro, ci pensa il cancelliere Merz ad eliminare ogni possibile dubbio: «Non partecipiamo a questa guerra; lo abbiamo detto fin dal primo giorno. E questa posizione rimane invariata».
Oltre al più che prevedibile “no” della Spagna, Washington deve incassare anche il mancato appoggio italiano. E se il vicepremier Salvini è più diretto – «L’Italia – dice – non è in guerra contro nessuno e l’invio di navi militari in uno scenario di conflitto significherebbe entrarci» – anche il ministro degli Esteri Tajani esclude una modifica del mandato della missione Aspides, estendendone il raggio d’azione dal Mar Rosso al Golfo Persico.
Trump, però, può consolarsi: a fine giornata arriva il “sì” dell’Estonia – circa 400 uomini e una decina tra pattugliatori e cacciamine – e la “non esclusione” dell’invio di navi da parte di Israeliane. È probabile che alla Casa Bianca si aspettassero qualcosa di più.

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