Totò e la sua Napoli a Palazzo Reale

Un’esposizione inedita che celebra il legame inscindibile fra Totò e la sua città dalla quale non riusciva a stare lontano per non più di due settimane. «Resto un napoletano con tutti i pregi e i difetti del napoletano. Ogni quindici, venti giorni torno per un brevissimo soggiorno; non posso stare più a lungo lontano dalla mia città; la gente di là mi dà il calore della vita. E ogni volta mi commuovo come un bambino» raccontava il principe della risata, maschera perfetta di Napoli, «una città-mondo, che è facile riconoscere ma che è difficile conoscere, popolata com’è, di marionette stralunate, di parole in libertà, di caratteristi involontari, di personaggi in cerca di autore, di azioni in sospensione, di corpi in movimento e di anime in fermento». «In occasione delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli – commenta l’antropologo Marino Niola – ho ritenuto che una mostra inedita sul Principe della Risata potesse rappresentare una straordinaria testimonianza identitaria della storia del Novecento partenopeo». Un percorso espositivo, quello che si snoda fra le suggestive sale di Palazzo Reale, che ripercorre la storia di Antonio de Curtis, nato il 15 febbraio 1898, attraverso documenti originali (dagli spartiti musicali ‘parole e versi’ come quelli di Malafemmena, agli appunti dall’archivio Zavattini, fino ai piani di lavorazione dei film), ricordi, fotografie, filmati, costumi, ricostruzioni scenografiche, manifesti. A dare il benvenuto è il pazzariello dell’Oro di Napoli: si parte infatti da “Le origini” di un ragazzo povero e non ancora riconosciuto dal padre, per arrivare al teatro, alle canzoni, al cinema, alle poesie. Altre sezioni sono dedicate a “Un maestro insostituibile”, alle bellezze e al saluto della sua città, con focus su “Il Principe di Bisanzio” e “Gli amori di Totò”.
Tra le curiosità, nella sala cinema un raro episodio di “Tutto Totò a Napoli”, registrato nel 1967, negli ultimi mesi di vita dell’attore da tempo sofferente per i noti problemi alla vista. La mostra, che è attesa in primavera a New York, è promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (ministero della Cultura), la partecipazione degli Eredi di Totò, in collaborazione con Rai Teche e Archivio Storico Luce. Curatori sono Alessandro Nicosia e Marino Niola, organizzazione produzione Cor (Creare Organizzare Realizzare

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