Tanto cuore e la stella di Vergara: il Napoli riparte

Il sorriso per la vittoria, l’ansia per le condizioni di Giovanni Di Lorenzo. Il Napoli rialza la testa, batte la Fiorentina (2-1) e cancella la delusione per l’eliminazione in Champions League. Al Maradona gli azzurri vengono trascinati dal solito Vergara, protagonista di una settimana da urlo. Prima il gol con il Chelsea, poi la prodezza di ieri, la prima in serie A. Nel secondo tempo lo squillo di Gutierrez, poi il finale di sofferenza dopo il gol di Solomon. Alla fine, con una squadra stremata e ridotta all’osso, il sospiro di sollievo. Azzurri terzi e con gli occhi su Roma e Juventus ma con il fiato sospeso per le condizioni di Di Lorenzo. Grave distorsione al ginocchio sinistro, si teme un lunghissimo stop.Conte cambia una sola pedina rispetto alla sfida con il Chelsea: c’è Gutierrez sulla destra, con Spinazzola che slitta a sinistra. Davanti il tridente Elmas, Vergara, Hojlund. Il Napoli approccia con la ferocia dettata dalla disperazione per una corsa Scudetto compromessa e con la rabbia per l’eliminazione in Champions League. Gutierrez dal limite manca il colpo del vantaggio per centimetri (10’). Poi sale in cattedra Vergara: lancio di Meret, lavoro da centravanti puro di Hojlund che favorisce il fantasista. La corsa verso De Gea è velocissima, così come preciso il diagonale che fa secco il portiere e fa esplodere il Maradona (11’). Il Napoli sfrutta il momento di confusione della Fiorentina ma ha il demerito di non mettere in ghiaccio la partita. Clamorosa la doppia chance che Hojlund prima e poi Comuzzo con una deviazione che termina sul palo non gonfia la rete (23’). La Fiorentina si scuote: punizione di Fagioli e incornata perentoria di Piccoli che trova il palo. Sulla ribattuta Meret è straordinario su Gudmundsson (26’). Nell’azione il Napoli perde Di Lorenzo: grave infortunio al ginocchio, calciatore fuori in barella e in lacrime. Il Maradona si spegne, gli azzurri s’incupiscono e conducono il match all’intervallo con non pochi brividi. L’unico squillo è di Hojlund che calcia fuori (41’). La ripresa si apre con la punizione affilata di Mandragora che fa la barba al palo (47’). Il Napoli però trova un protagonista a sorpresa: Vergara allarga per Gutierrez che si porta il pallone sul mancino e indovina il sinistro a giro che muore all’angolino (49’). Un gol che ha il sapore di liberazione, con Conte che entra in campo e abbraccia tutti i calciatori, segnale del momento di grande difficoltà. La Fiorentina ha però un sussulto: Dodò lancia Piccoli che si fa ipnotizzare da Meret. Il tap-in però è di Solomon che riapre il match (58’). Il Napoli è in affanno ma si mangia le mani per le due clamorose occasioni che Hojlund spreca. Ghiottissima la seconda, calciando debolmente dal cuore dell’area (68’). Vanoli capisce che c’è possibilità di rimonta e getta in campo anche il malconcio Kean. L’attaccante della nazionale chiama subito Meret all’intervento (76’). Il finale è un lungo assedio della Fiorentina con il Napoli che soffre, trema ad ogni chance viola. Conte inserisce Lukaku per Hojlund e Giovane per Vergara. Piccoli si divora la chance del pari al 92’. Poi il sospiro di sollievo con il triplice fischio finale.

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