Stop al gas russo dal 2027

L’Unione Europea ha dato via libera al regolamento che bandisce, a partire dal 2027, le importazioni di gas russo, obbligando i Paesi membri a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento ed a “certificare” la provenienza del proprio import energetico.
Due le date previste per chiudere il mercato europeo al gas russo – gas a basso costo che ha contribuito sensibilmente al boom economico tedesco degli ultimi anni -, ad inizio anno è previsto lo stop per il Gnl, mentre in autunno quelle per le importazioni via gasdotto. Previsto un rigido sistema di multe e sanzioni, così come una possibile deroga di quattro settimane nel caso in cui uno o più Paesi membri dovessero vedere minacciate le proprie forniture energetiche.
Entro il 1° marzo di quest’anno gli stati dovranno elaborare dei piani nazionali per la diversificazione nelle forniture di gas e l’individuazione di situazioni potenzialmente critiche nel processo di sostituzione delle fonti russe.
Questo per quel che riguarda il futuro. Il presente evidenzia come a fronte di una sensibile riduzioni delle importazioni via gasdotto – cui ha contribuito anche la distruzione del Nord Stream da parte ucraina – il gas russo pesi ancora per il 19% (dati 2024, gli ultimi disponibili) nel totale delle importazioni europee. Mentre se si guarda al Gnl, gli acquisti nel corso di un anno sono addirittura aumentati, passando dai 6.3 miliardi del 2024 ai 7.2 del 2025; carichi provenienti quasi tutti dal giacimento artico di Yamal. Parallelamente sono cresciute le importazioni di Gnl dagli Stati Uniti – mediamente più care – che oggi rappresentano il 45% del totale. Francia, Spagna e Italia sono i principali acquirenti di Gnl statunitense.

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