Stellantis, tavolo al Mimit per rilanciare gli stabilimenti italiani

Rilanciare il confronto tra le diverse realtà del comparto automobilistico nazionale, inclusi i sindacati e le regioni che ospitano gli stabilimenti del settore: questo l’obiettivo principale del tavolo convocato il prossimo 30 gennaio presso il Ministero delle Imprese. Appuntamento che arriva al termine di un anno che ha visto un ulteriore crollo della produzione nazionale di autoveicoli: dagli stabilimenti italiani di Stellantis sono uscite meno di 380mila unità, con un calo del 24.5% per le auto e del 13.5% per i veicoli commerciali.
È, dunque, alla data del prossimo 30 gennaio che guardano anche le organizzazioni sindacali che seguono più da vicino le vicende dello stabilimento Stellantis di Pomigliano, fabbrica che nel 2025 ha visto una contrazione della produzione del 21.9% rispetto all’anno precedente. Calo che ha portato a ben 138 giornate complessive di ricorso agli ammortizzatori sociali.
«È necessario – sottolineano in una nota Crescenzo Auriemma, segretario generale Uilm Campania, e Giuseppe D’Alterio, segretario provinciale Uilm Napoli – individuare nell’immediato soluzioni produttive da inserire nel sito di Pomigliano. L’incontro convocato dal governo al Mimit sia propedeutico a chiarire come Stellantis intenda saturare gli stabilimenti italiani».
In particolare gli esponenti della Uilm chiedono impegni precisi sui volumi di produzione dello stabilimento campano, considerato che le linee attualmente attive non sono, nella valutazione del sindacato, in grado di assicurare stabilità ai lavoratori: «A Pomigliano – si legge nella nota – con la Hornet Dodge che ha cessato la produzione a dicembre, la sola Tonale non riesce a decollare. Con la sola Pandina non è possibile reggere uno stabilimento e un indotto che già soffrono lunghi periodi di cassa integrazione».
Sul fronte Panda, poi, c’è da tenere in conto anche la concorrenza “indiretta” dello stabilimento Stellantis di Kragujevac, in Serbia, impegnato nella produzione della nuova “Pandona”.
Di qui la richiesta dei sindacati: «C’è bisogno di nuovi modelli che consentano una vera ripresa dell’automotive a Pomigliano, evitando che i sacrifici fatti dai lavoratori vengano annientati. Ci aspettiamo che il Ceo Filosa presenti entro giugno un piano industriale che preveda nuovi modelli da inserire in produzione, a partire dal sito campano».

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