Stellantis, Melfi riparte. Cigs per la Pmc dell’indotto

POTENZA- Ufficializzata la salita produttiva dei nuovi modelli annunciati durante l’incontro torinese del Ceo Antonio Filosa con le rappresentanze nazionali dei sindacati dei metalmeccanici. Ieri l’incontro nella fabbrica lucana di San Nicola, in provincia di Potenza, fra la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali e la Rsa di stabilimento, che di fatto dà il via alla ripresa della produzione, dalla settimana prossima, delle nuove vetture che verranno realizzate a Melfi. «Oggi è una giornata di chiarezza» dichiarano i segretari lucani di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf dopo l’incontro con i vertici di Stellantis, «ma la la ripartenza deve riguardare non solo Stellantis, ma tutta l’area industriale di Melfi». In una nota congiunta i sindacalisti hanno ribadito «la necessità di sostenere le aziende dell’indotto, molte delle quali oggi vivono situazioni di difficoltà dovute alla scarsità di commesse». Aziende in difficoltà, a partire dalla Pmc di Melfi con 91 lavoratori per i quali ieri è stato sottoscritto in Regione un accordo per consentire l’utilizzo della Cigs, cassa integrazione straordinaria, in deroga, in attuazione del provvedimento previsto per “Area di Crisi Complessa”, fino al 31 dicembre, con possibilità di rinnovo fino al 26 ottobre 2026, precisano dal dipartimento regionale per lo Sviluppo Economico. La Pmc opera per l’unica committente Stellantis per cui assembla componentistica per i modelli Compass, Renegate, 500X e Tonale e dal 2019 i volumi richiesti si sono progressivamente e sensibilmente ridotti. «Abbiamo coinvolto Stellantis per questa filiera e le altre dell’indotto che risentono in maniera più marcata la crisi – commenta l’assessore regionale Francesco Cupparo – la situazione sinora è stata affrontata utilizzando gli ammortizzatori sociali, ora insieme ai sindacati e al Mimit stiamo seguendo l’iter dell’Accordo di Programma per la reindustrializzazione nell’area San Nicola di Melfi e nello specifico per il rilancio produttivo ed occupazionale di Pmc e Brose». Nello stabilimento Stellantis di Melfi si ripartirà dalla produzione del primo modello “Jeep Compass” nelle versioni Bhev e Mhev, seguita dalla versione Phev, che «progressivamente aumenteranno la produzione fino a raggiungere la massima a febbraio 2026 – spiegano i sindacati – per arrivare fino a 15 turni settimanali nei mesi successivi». In attesa di arrivare al massimo della produzione le sigle dei metalmeccanici hanno chiesto alla direzione di «ampliare i percorsi di formazione dei lavoratori sulle linee per garantire la piena efficienza e prontezza produttiva» e chiesto che ci sia una equa rotazione tra i lavoratori coinvolti dal contratto di solidarietà. Nel programma illustrato dall’azienda rientra anche l’avvio della produzione dei nuovi modelli Ds7 (giugno 2026) e Lancia Gamma (settembre 2026), entrambe con motorizzazioni Mhev e Bhev. «Restiamo in attesa – aggiungono – per la fase di salita produttiva, ma continuiamo a sollecitare l’Ue, Governo e Stellantis, affinché si definiscano al più presto strategie chiare per il settore automotive, con risorse in grado di governare la transizione e tutelare l’occupazione». Ad oggi lo stabilimento di Melfi, che da domani cambia guida con il direttore Barbieri che lascia il posto all’ingegner Intrevedo com’è stato comunicato ieri, conta 4.619 lavoratori. Proseguono le uscite volontarie, che si chiuderanno il 31 dicembre 2025, con ulteriori 100 adesioni per raggiungere il target complessivo di 500 uscite previste.

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