Sport anno zero a Salerno tra l’indifferenza e l’indolenza della classe politica locale

Qualcuno si ostina, con spiazzante spregiudicatezza, a definirla ancora città dello sport. Più della visione distorta, se non addirittura miope, di una situazione catastrofica, però, a far male come un cazzotto in pieno volto, questa volta è il silenzio. Assordante, come il più banali degli ossimori, eppure la fotografia più realistica di un intero movimento che viene ormai sopportato più che supportato, mal tollerato, percepito come un peso.
Perché se prima agli appelli disperati delle società delle più disparate discipline seguivano almeno promesse di impegno, premesse di futuro, riunioni più o meno improvvisate per provare a salvare almeno il salvabile, ora la maschera sembra essere calata improvvisamente giù.
Svelando il suo lato peggiore, quello della totale indifferenza verso un degrado morale, strutturale, irricevibile.
Come lo è il mancato seguito da parte delle istituzioni preposte, in una città che non può vantare nemmeno un assessore al ramo, nonostante l’onesta autodenuncia perpetrata negli anni dal primo cittadino Vincenzo Napoli sulla sua scarsa conoscenza in materia di sport. Bene l’ammissione, decisamente meno bene tutto il resto, a partire da una delega tenuta per sé che sembra una premessa, più che una promessa, di scarsa attenzione, per non dire altro.
E mentre il sindaco prepara già il piano di fuga per lasciare campo libero al ritorno di Vincenzo De Luca, tra sussurri e manovra a Palazzo di Città nessuno davvero sembra più avere a cuore il problema dell’impantistica sportiva. E pazienza se quello che può essere definito l’anno zero della situazione infrastrutturale rischia di segnare la morte di società gloriose, storiche, che hanno portato in alto il nome di Salerno in giro per l’Italia, spesso anche del mondo. Risposte, dopo aver riposto a poche ore dalle Regionali plastici, rendering e sorrisi di facciata per promuovere progetti di rinascita sociale e urbana, non ne sono arrivate. Nonostante le urla di dolore di imprenditori e dirigenti che attendono invano non tanto sostegno e rispetto, quanto almeno un cenno, un segnale di vita.
Niente da fare, silenzio totale agli appelli della Roller Salerno, auto-esclusasi dal campionato di serie B in vista dell’imminente (?) abbattimento del Palatulimieri per far spazio al restyling del Volpe che dovrebbe diventare momentanea casa granata in vista del maxi intervento in programma all’Arechi.
“Perché si crea l’alternativa per la Salernitana mentre per gli sport ‘minori’ non si adotta la stessa metodologia?”, si chiede il club di hockey su pista e pattinaggio, al quale nemmeno un sit-in nei pressi del pattinodromo è servito per scuotere le coscienze di un’amministrazione evidentemente già proiettata alla “nuova” stagione politica in arriv.
Discorso simile per quanto accaduto con la piscina Simone Vitale, da anni simbolo del degrado impiantistico. Anche lì, dopo l’annuncio di un maxi-intervento dopo le disavventure croniche degli ultimi anni (tra casi di salmonella, acqua gelida, nebbia e gare rinviate), lo stop all’impianto per Rari Nantes Salerno (serie A1) e Circolo Nautico Salerno e Sporting Salerno (serie B).
Tutte, ad eccezione della Rari Nantes Arechi, che ha cessato le sue attività anche a causa del trasloco obbligatorio a Santa Maria Capua Vetere, hanno provveduto a programmare le proprie attività in trasferta perenne, senza però ricevere alcun chiarimento in merito ai lavori da 1,3 milioni di euro, con il serio rischio di compromettere non solo la stagione in corso, ma anche il prossimo campionato. E ancora, mentre pure il basket cittadino ha perso realtà che avevano portato campionati nazionali in città risvegliando passione e partecipazione popolari, basta fare due passi nei pressi del campo Vestuti per rendersi conto dell’incuria diffusa a ogni livello.
Nonostante i tanti campioni, nelle più disparate specialità, sbocciati tra palestre pericolanti, spogliatoi guasti, locali inadeguati. L’ultimo in ordine cronologico è il pugile Francesco De Rosa, neo-campione europeo Ebu Silver, a più di una settimana dal trionfo ritenuto non all’altezza nemmeno di un encomio da parte dell’intera giunta, che pure non sembra difettare in attività “social”. Altro che silenzio degli innocenti…

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