Alice Weidel ecco chi è la leader dell’AfD: «Siamo pronti a governare la Germania»
BERLINO – Il terremoto politico provocato dal risultato record dell’AfD in Sassonia-Anhalt continua a generare scosse in tutta la Germania. Questa volta a finire sotto i riflettori è la SPD, dove l’amministratore distrettuale Markus Bauer ha invitato il partito a non escludere il dialogo con l’ultradestra, arrivata al 44% e diventata la prima forza del Land. Una posizione che rompe apertamente il cordone sanitario mantenuto per anni dai partiti tedeschi nei confronti dell’AfD, classificata dal Verfassungsschutz come formazione di estrema destra. Le parole di Bauer, riportate da Bild, sono destinate a far discutere: «L’AfD è stata eletta democraticamente ed è chiaramente il partito più forte. Non può essere ignorata o esclusa ora. Tutti i partiti hanno il dovere di dialogare ed esplorare le possibilità di coalizione». Una dichiarazione che arriva in un momento di forte tensione politica e che rischia di aprire una frattura interna nella SPD, tradizionalmente contraria a qualsiasi collaborazione con l’ultradestra. Il voto in Sassonia-Anhalt ha colpito duramente anche il cancelliere Friedrich Merz, che ha definito il risultato «il giorno più buio» del suo mandato. Nonostante la disfatta, Merz prova a rassicurare il Paese e l’Unione Europea: «Arrendersi non è un’opzione». Ma le reazioni non si sono fatte attendere. La leader dell’AfD Alice Weidel lo ha definito «un peso per lo sviluppo della Germania», mentre il candidato del Land Ulrich Siegmund ha già avviato contatti con gli altri partiti per tentare di formare il nuovo governo regionale. Il flop della CDU pesa anche sul PPE, che osserva con preoccupazione l’avanzata dell’ultradestra nei Länder orientali. La presa di posizione di Bauer rischia di alimentare un dibattito interno alla SPD, che a livello federale ha sempre escluso qualsiasi collaborazione con l’AfD. La leadership nazionale non ha ancora commentato, ma è prevedibile che la dichiarazione susciti reazioni immediate, soprattutto dopo che diversi esponenti avevano definito il risultato dell’AfD «un campanello d’allarme per la democrazia». Il successo dell’AfD nei Länder orientali pone una questione cruciale: come garantire la governabilità in un quadro politico in cui l’ultradestra diventa numericamente imprescindibile. La richiesta di Bauer, pur isolata, riflette il dilemma di molti amministratori locali: ignorare l’AfD significa paralisi, dialogare significa rompere un tabù politico radicato.

BERLINO – La leader dell’AfD Alice Weidel, 46 anni, ha celebrato la “vittoria storica” ottenuta dal partito alle elezioni federali del 2025, dove Alternative für Deutschland è diventata seconda forza politica con il 20% dei voti. In un messaggio rivolto ai sostenitori, Weidel ha ribadito la disponibilità dell’AfD a
partecipare alla formazione del nuovo governo, sottolineando che «la nostra mano sarà sempre tesa per attuare la volontà del popolo, la volontà della Germania». «Siamo pronti ad assumerci la responsabilità del Paese», ha dichiarato. Nata nel 1979 a Gütersloh, cresciuta a Harsewinkel in una famiglia di imprenditori, Weidel ha costruito un percorso professionale internazionale prima di entrare in politica. Tra i passaggi più significativi della sua carriera: studi di economia, lavoro presso
Goldman Sachs, anni trascorsi in Cina, un dottorato sul sistema pensionistico cinese. Si è unita all’AfD nel 2013, anno della fondazione del partito, inizialmente attratta dalla linea euroscettica e critica verso la gestione della zona euro. In passato Weidel era su posizioni distanti da quelle del leader dell’AfD in Turingia,
Björn Höcke , che aveva persino chiesto la sua espulsione dal partito. Negli ultimi anni, però, la co-presidente ha ricucito i rapporti con l’ala più radicale, diventando una figura di sintesi tra le anime del movimento. Alle elezioni del 2021 era stata presentata come candidata di punta insieme a Tino Chrupalla. Nel 2025 è diventata la prima vera candidata cancelliera dell’AfD nella storia del partito. Durante la campagna elettorale Weidel ha beneficiato del sostegno pubblico di Elon Musk, che sulla piattaforma X ha più volte rilanciato i messaggi dell’AfD, contribuendo alla sua visibilità internazionale. La leader vive tra Germania e Svizzera, dove cresce i due figli insieme alla moglie. La “vittoria storica” dell’AfD apre ora una fase delicata per la Germania. Il partito punta a trasformare il risultato elettorale in influenza di governo , mentre gli altri partiti mantengono — almeno ufficialmente — il cordone sanitario contro l’ultradestra. Il dibattito sulla governabilità è destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, con l’Europa che osserva con attenzione l’evoluzione del quadro politico tedesco.

