Salerno, si insedia il commissario. Incognita sulla data del voto

Lo scoccare della mezzanotte non ha visto una carrozza trasformarsi in zucca, bensì un sindaco dimissionario diventare un ex sindaco, un noma da consegnare agli annali politico-amministrativi del capoluogo. I pochissimi che, pur solo per qualche momento, hanno immaginato – o desiderato – un possibile passo indietro di Enzo Napoli devono ormai fare i conti con un dato di realtà ineludibile: le dimissioni sono effettive ed irrevocabili, la chiamata alle urne una certezza.
Prima, però, c’è da attendere la nomina del commissario che gestirà questa fase di transizione. Un lasso di tempo che pressoché tutti a Palazzo di Città immaginano breve, tanto da collocare la data delle elezioni alla metà del mese di maggio, al più tardi alla fine, così che un eventuale turno di ballottaggio si possa tenere al massimo entro la metà di giugno. Evitando così appuntamenti elettorali “balneari”.
Una tabella di marcia precisa e coerente che, tuttavia, non sembra tener conto di una possibilità: ovvero che il commissario chiamato a reggere l’amministrazione cittadina ritenga necessario un lasso di tempo più lungo per affrontare una, o alcune, criticità ereditate dalla giunta Napoli. Una su tutte, la difficile condizione delle casse comunali. In questo caso – improbabile, ma non impossibile – l’appuntamento con le urne potrebbe slittare all’autunno di quest’anno. Con quali effetti sui candidati che hanno già iniziato la propria corsa difficile dire.
In realtà ad oggi sembra essere uno solo il candidato pienamente operativo, con una strategia chiara e uno schieramento già definito nelle sue linee portanti: Vincenzo De Luca. Benché l’ex governatore non sia ancora uscito allo scoperto annunciando la propria candidatura, coalizione e liste sono ormai quasi complete, assicurano alcuni dei suoi fedelissimi. Una situazione, quella del campo deluchiano, in stridente contrasto con il resto del quadro politico salernitano. Il centrodestra, dopo la riunione dei segretari regionali della scorsa settimana, avvierà a strettissimo giro il confronto a livello provinciale, anche se il quadro sembra fin troppo simile a quello già visto in passato: una presenza nel complesso poco incisiva sul territorio cittadino e, soprattutto, la mancanza di una proposta alternativa forte per Salerno.
Ancora più complessa la situazione nel centrosinistra, dilaniato tra la volontà di riproporre il modello del Campo Largo vittorioso alle elezioni regionali di novembre e la difficoltà di resistere al canto della sirena deluchiana, tentazione forte e trasversale. Per il Movimento 5 Stelle in “no” alla candidatura De Luca resta una precondizione essenziale per la costruzione di un’alleanza a Salerno, posizione condivisa da alcune delle liste civiche che cinque anni fa hanno sostenuto la candidatura di Elisabetta Barone, nonché da parte della sinistra e del variegato mondo centrista e moderato.
C’è poi chi, pur non volendo sostenere la corsa dell’ex governatore per Palazzo di Città non sembra particolarmente sensibile al richiamo del Campo Largo. In questi ultimi giorni si sarebbe intensificati gli sforzi di Azione e dei civici di Oltre per dare vita ad un rassemblement moderato, intenzionato ad affrontare per conto proprio la prova delle urne.
A sinistra, invece, sarà certamente in campo Potere al Popolo, con candidato sindaco e lista. Al momento non sembra si riproporrà la coalizione che, in occasione delle regionali, ha dato via a Campania Popolare.
Resta da vedere, infine, se avrà riflessi anche in città il divorzio tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci: rumors insistenti riferiscono di un confronto in corso per portare il simbolo di Futuro Nazionale sulla scheda elettorale delle prossime amministrative.

Torna in alto