Ancora un crollo, ancora una fortunata serie di circostante che ha evitato feriti o danni. L’ondata di maltempo che sta imperversando nel Mezzogiorno continua a mettere a nudo la fragilità del territorio salernitano, ieri mattina l’ultimo episodio: in via Fra’ Generoso – arteria che collega il centro con il viadotto Gatto e la costiera amalfitana – rocce e fango si sono riversati sulla carreggiata a causa di uno smottamento che ha interessato il costone.
La prontezza di riflessi del conducente di un camion ha evitato danni; l’autista, infatti, è riuscito ad arrestare il mezzo pesante senza invadere la corsia di marcia opposta. La strada, trafficata fin dalle prime ore del mattino, è rimasta a lungo bloccata, dopo l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia municipale, chiamata al difficile compito di gestire l’ingorgo che si è ben presto venuto a creare.
Già da questa mattina via Fra’ Generoso dovrebbe essere nuovamente percorribile a senso unico alternato, consentendo così di limitare i disagi.
Una soluzione che rappresenta, tuttavia, solo un provvedimento tampone, considerato il grave stato in cui versa il costone interessato ieri dal crollo: nella stessa area a novembre dello scorso anno si è registrata un’altra frana, così come nell’inverno precedente. Segno che i danni prodotti dal vasto incendio che, nell’estate del 2024, ha interessato tutta l’area sono stati più rilevanti di quanto evidentemente immaginato in un primo momento. Più che intervento tampone, dunque sarebbe necessaria un’azione di risanamento di ampio respiro. E non certo limitata all’area a monte di via Fra’ Generoso.
Cedimenti del manto stradale, vere e proprie voragini e crolli interessano ormai tutti i quartieri del capoluogo, dal lungomare – con il caso simbolo del pattinodromo chiuso perché parzialmente inghiottito dalle onde – ai rioni collinari, con le voragini di via Calenda e Via Laspro. E l’elenco potrrebbe continuare a lungo.
È di tutta evidenza come la crisi sia sistemica e non contingente: certo, il maltempo funge da acceleratore, ma le condizioni del territorio sono evidentemente più che precarie. Necessario, dunque, che si avvii un piano d’intervento coordinato, misura che certo non può ricadere sulle spalle del commissario prefettizio Panico che, pure, ha inedicato nel buon funzionamenti dei servizi una delle priorità della sua gestione.

