Contrastare la precarizzazione del lavoro e garantire la sicurezza degli operatori portuali: è per raggiungere questi obiettivi che la Filt Cgil ha deciso di sostenere, con un ricorso ad adiuvandum, la decisione dell’Autorità portuale di Salerno di impugnare dinanzia al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar ha consentito alla Cartour di svolgere in proprio le operazioni di rizzaggio e derizzaggio. In buona sostanza la società ha ottenuto, grazie alla decisione dei giudici amministrativi dello scorso ottobre, di poter gestire alcune attività senza far ricorso alla manodopera specializzata della compagnia portuale, al massimo integrando il proprio organico con un paio di lavoratori part-time. Una prospettiva estremamente pericolosa a giudizio del sindacato, almeno sotto due diversi profili.
«La sentenza del Tar – spiega Angelo Lustro, segretario generale Filt Cgil Campania – apre una breccia pericolosissima: Cartour pretende di operare come impresa portuale pur non avendone la struttura reale, servendo esclusivamente le proprie navi con equipaggi di bordo affiancati da pochi lavoratori part-time. È un evidente escamotage per aggirare i vincoli di legge che rischia di destabilizzare l’Intero sistema a tutela del lavoro marittimo e portuale. Non permetteremo che la nostra regione diventi il laboratorio della precarizzazione selvaggia».
L’impatto della decisione dei giudici amministrativi è particolarmente pesante per i lavoratori della compagnia portuale di Salerno, come sottolinea Gerardo Arpino, segretario generale Filt Cgil di Salerno. «Questa operazione – spiega Arpino – finisce per colpire mortalmente la Culp di Salerno, soggetto autorizzato ai sensi dell’articolo 17 della legge 84/94 a fornire manodopera temporanea. Bisogna ribadire che i lavoratori dell’articolo 17 rappresentano il pilastro fondamentale per l’organizzazione dei porti d’Italia e, in particolare, per il porto di Salerno: questi lavoratori sono gli unici soggetti specializzati e abilitati a intervenire, garantendo la necessaria flessibilità e sicurezza soprattutto nei picchi di lavoro. Non possiamo accettare che si scavalchi chi opera nel rispetto della professionalità: difendere la Culp significa difendere il lavoro di qualità contro il lavoro povero».
Lavoro di qualità che significa anche maggiori condizioni di sicurezza, come purtroppo testimonia un incidente mortale verificatosi presso lo scalo salernitano nel 2023.
«Le operazioni portuali di rizzaggio e derizzaggio – conclude Arpino – richiedono una specializzazione che i marittimi non hanno. Autorizzare oggi un modello che istituzionalizza l’uso dei marittimi significa creare un rischio organizzativo».

