Dagli States all’Italia. Da un visto di studio per imparare una nuova lingua all’ossessione per il soccer, praticato fin da bambina nella sua Chicago, rispuntata fuori con prepotenza. C’è questo e tanto altro dietro l’arrivo alla Salernitana Women di Amanda Buechel. Una delle atlete più esperte dell’intero gruppo a disposizione di Vanoli, ma anche delle più letali. È l’arma segreta a gara in corso per cambiare inerzia al match, con la pesantissima doppietta di Palermo ha rilanciato la formazione granata, che ora punta con decisione anche alla Coppa Italia. Contando anche sull’apporto di una ragazza, ieri bambina, cresciuta nel mito di “Sua Altezza Reale”, ovvero Michael Jeffrey Jordan.
Dagli Stati Uniti a Salerno: come ti sei avvicinata al calcio e come è maturato il tuo arrivo in Italia?
“Gioco a calcio da quando ho memoria, è sempre stato il centro della mia vita. Vivevo a Chicago e lavoravo nel marketing, ma sentivo il bisogno di cambiare, di affrontare una nuova sfida. Così ho deciso di trasferirmi in Italia. Sono arrivata con un visto di studio per imparare l’Italiano e capire se potevo costruire una vita qui. Durante le lezioni, la mia insegnante ha notato quanto fossi ossessionata dal calcio e, in qualche modo, sono riuscita ad arrivare a un provino con la Salernitana. Da lì è iniziato tutto”.
Per un’atleta di Chicago, un numero di maglia che sembra un chiaro omaggio…
“Assolutamente sì, il numero 23 è per Michael Jordan. È sempre stato uno dei miei atleti preferiti. Sono cresciuta guardandolo giocare e per me rappresenta tutto ciò a cui aspiro come atleta: mentalità, intensità, disciplina e competitività. Il suo modo di pensare è qualcosa che cerco di portare ogni giorno nel calcio e nella mia vita”.
Vittoria importante a Palermo: per te due reti decisive, come vivi questo momento?
“Sono felice perché ho fatto il mio lavoro. Quando non segno, sento di non stare aiutando la squadra come dovrei. Ultimamente avevo la sensazione di non essere riuscita a dare i gol nei momenti più importanti, quindi questa partita ha significato molto per me. Sono contenta del risultato, ma ora sono già concentrata sulla prossima sfida in Coppa Italia”.
Dove può arrivare la Salernitana Women?
“Abbiamo una squadra molto forte, con tanta qualità e profondità. Da qui alla fine della stagione dobbiamo puntare quasi alla perfezione per raggiungere il nostro obiettivo, ma sono convinta che abbiamo tutto ciò che serve. Disciplina, concentrazione e continuità saranno fondamentali”.
Sei una delle calciatrici più esperte del gruppo, senti il peso di essere una guida per le tue compagne?
“È un po’ un paradosso: sì, sono la più esperta, ma allo stesso tempo spesso mi sento la meno esperta. Giocare in un altro Paese ti costringe quasi a re-imparare il gioco, e so che molti giocatori stranieri possono capirlo. Quello che cerco di portare ogni giorno, in allenamento e in partita, è una grande etica del lavoro. Non voglio mai che qualcuno metta in dubbio il mio impegno. Se le mie compagne mi vedono dare sempre il 100%, spero che questo le spinga a fare lo stesso”.
Con Vanoli hai scoperto un nuovo ruolo, giochi più vicina alla porta e i risultati danno ragione. Da esterno ad attaccante puro, sei soddisfatta?
“È un ruolo che ho iniziato a ricoprire da quando sono arrivata in Italia. Negli Stati Uniti ho sempre giocato come esterna o centrocampista di fascia, ed è lì che mi sento ancora più a mio agio. Ma ho davvero apprezzato la sfida di imparare una nuova posizione. Con mister Vanoli lavoriamo molto sui movimenti e sui meccanismi offensivi, e questo mi ha aiutato a leggere meglio le situazioni in area e a essere più efficace sotto porta”.
Parti spesso dalla panchina, ma sei sempre decisiva a gara in corso. Ben 7 reti in 13 partite, senti di essere l’arma segreta per spaccare le partite?
“Abbiamo un reparto offensivo molto forte, con giocatrici come Vergari e Manca che continuano a trascinarci verso vittorie importanti. Quando entro in campo, il mio obiettivo è semplicemente quello di portare più energia possibile e sfruttare il fatto che le avversarie spesso sono stanche. Cerco di essere martellante: pressare con intensità, attaccare gli spazi e creare occasioni. Palermo è stato un momento importante per me e ora voglio continuare a dare il massimo nelle partite che restano. Abbiamo anche una panchina di grande qualità, con giocatrici che in qualsiasi momento possono cambiare la partita, credo che questa profondità sia uno dei nostri maggiori punti di forza”.

