Undici anni dopo. Dove eravamo rimasti? Al rigore calciato da Mancosu a tempo praticamente scaduto, che rese amarissima la Befana per la Salernitana, che al minuto 95′ trovo solo carbone in fondo alla calza. A sorridere in un Pinto caldissimo, fu la Casertana, e il club ha provato ad evocare anche quei ricordi per riscaldare l’attesa. Anche a quei momenti provano ad affidarsi i rossoblu per provare a rendere complicata la vita a Serse Cosmi. E chissà che l’uomo del fiume, in Terra di Lavoro, riuscirà a dimostrare che in appena quattro giorni di lavoro dopo l’esordio a reti bianche con il Catania, la ricerca verso i passi in avanti sotto il profilo della qualità sia a buon punto. E qualcosa, dopo un buon atteggiamento mostrato alla prima, ma senza particolari acuti nelle trequarti avversaria, il buon Serse cambierà sicuramente. Non a partire dal modulo, che vedrà la Salernitana schierata ancora in campo con il 3-4-2-1, e non a partire dalla difesa, uscita indenne contro la seconda forza del campionato.
Fiducia allora nel trio Berra-Matino-Arena a protezione di Donnarumma, il grande dubbio riguarda le condizioni di Gyabuaa, che tuttavia appaiono in miglioramento.
Il centrocampista scuola Atalanta, uscito zoppicante dall’Arechi dopo il 90′, ha saltato l’allenamento del mercoledì, svolgendo però ieri regolarmente la seduta di rifinitura.
Alle porte, però, c’è anche la terza gara del mini-tour de force, quella di domenica con il Latina. Possibile che il tecnico granata scelga di percorrere la via della prudenza, concedendo, almeno inizialmente, un po’ di riposo al mediano di origini ghanesi e cercando risposte in Tascone, che comporrà con Capomaggio la coppia che tanto bene ha fatto a Cerignola. Se in caso di necessità Gyabuua scenderà in campo a partita in corso, anche de Boer partirà dalla panchina. Si cambia sugli esterni, dove Anastasio e Quirini appaiono in forte vantaggio su Villa e Longobardi, l’impatto a gara in corso dei primi è piaciuto a Cosmi, che vuole provare a completare l’opera di “ripescaggio” di due dei grandi emarginati della precedente gestione tecnica. In avanti se Lescano è certo del ruolo di prima punta, Antonucci dopo il buono spezzone con il Catania viaggia lanciato verso una maglia da titolare, da capire quale sarà l’altro trequartista a far coppia con lui alle spalle di un unico riferimento offensivo. La sensazione è che la spunterà ancora una volta su Achik, destinato a vincere il ballottaggio con Molina e Ferraris. Al Pinto, dove in virtù delle forti restrizioni ci saranno appena 3 tifosi granata (non residenti a Salerno e provincia, mentre qualche altro supporters potrebbe accomodarsi in tribuna), si prevede ambiente caldissimo, i supporters dei Falchetti hanno preparato una scenografia nel settore Distinti (Sold out), fumogeni e bandierine rosse e blu coloreranno l’intero settore. A Cosmi e i suoi ragazzi il compito di spegnere tanto ardore e ritrovare un successo che sul campo (nell”82-’83 fu vittoria a tavolino, come capitato peraltro in altre due precedenti occasioni), manca da oltre 50 anni.

