Salernitana, Rufini ad un passo dalla ufficialità ma la Figc vuole più garanzie

Dall’Olidata Day al Salernitana Day. Si apre una settimana decisiva, il club granata potrebbe cambiare proprietà per la quinta volta negli ultimi 32 anni, segnando l’inizio della fine dell’era Danilo Iervolino. Cristiano Rufini, imprenditore romano leader del gruppo quotato in borsa che si occupa di di Information Technology, cybersecurity, AI e servizi digitali, freme per formalizzare l’accordo dell’acquisizione delle quote della Bersagliera. Ieri in treno, di ritorno da Bologna, preferisce non parlare in attesa di sviluppi ufficiali, promette di farlo nelle prossime ore. Bocche cucite per il momento, in attesa dell’odierna giornata chiave a Roma, dove presso uno studio notarile della Capitale l’accordo dovrebbe essere nero su bianco definitivamente dopo i preliminari di vendita firmati nel weekend. Anche se nelle ultime ore sembra emergere qualche possibile rallentamento nella definizione del passaggio societario, a motivo di ulteriori accertamenti che la Figc avrebbe disposto sulla figura del nuovo patron. Sarà l’holding Antarees Srl, ad acquisire le quote dalla Salerno Coast Investment, società nata poche settimane fa e di proprietà per il 100% di Danilo Iervolino. La cui era da patron dell’ippocampo sembra essere giunta al capolinea, dopo quattro anni. Domenica Rufini era alla Virtus Arena, per il grande evento in occasione del big match tra Bologna e Olimpia Milano. Main e title sponsor del club campione d’Italia in carica di pallacanestro, l’Olidata Day (l’accordo, per una cifra vicina ai 5 milioni di euro potrebbe essere rinnovato anche per la prossima stagione), è stata una serata per celebrare la partnership con le Vu nere tra show, spettacolo e stelle. Presenti al fianco di Rufini personaggi del calibro di Marco Belinelli, Ambra Angiolini, Jury Chechi e Claudia Gerini, tutti omaggiati con una canotta proprio dall’imprenditore capitolino. Che nelle prossime settimane sogna di avere tra le mani, per le prime foto di rito una casacca di colore granata. Il pallino del calcio è stato tarlo sempre presente nella sua mente, ancora prima della parentesi basket. In estate, infatti, Rufini è stato a un passo dall’acquisizione della Ternana. Prima dell’avvento della famiglia Rizzo (attuale proprietaria del club umbro), il sindaco di Terni Stefano Bandecchi (ex patron delle Fere), aveva ammesso di aver trattato la cessione con una società della quale non si rivelava l’identità, parlando di un gruppo forte e quotato in borsa, rilevando poi lui stesso il nome, Olidata. Proprio il gruppo guidato dal romano Cristiano Rufini, portato al tavolo delle trattative da Massimo Ferrero (ex presidente della Sampdoria, che pure in passato è stato tentato dal mettere le mani sulla Salernitana). Le parti, raccontano le cronache, erano vicinissime all’accordo, saltato poche ore prima della scadenza. Rufini rinunciò all’affare, virando sul basket, ma con il vecchio pallino del calcio forte in testa. Che nelle prossime ore si appresta a diventare realtà: verserà verserà l’importo della fideiussione a garanzia dell’esposizione della Salernitana nei confronti di un istituto di credito (7.5 milioni di euro), esposizione che è solo verso Iervolino. Al patron i costi dell’attuale stagione. E anche un pegno futuro: sei milioni di euro in caso di promozione in B e altri sei in caso di raggiungimento in serie A. Oltre al 20% in caso di futura rivendita. Tanti i rumors circolati nelle ultime ore: dal ritorno di Angelo Fabiani nelle vesti di direttore generale, a quelle dell’ingresso in società di Gerardo Soglia, figlio del Presidentissimo “Peppino”. Da chiarire anche il ruolo dell’attuale management e di alcuni ruoli dirigenziali, così come della ripartizione, iniziale o futura delle quote, senza escludere l’ingresso di ulteriori soci. Di certo, quel pallino del calcio, per l’imprenditore capitolino, sembra potersi realizzare dopo mesi di tentativi e trattative…

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