Notte fonda. La serata verità si trasforma in una notte da incubo. La Salernitana non solo perde il derby con il Benevento ma lascia per strada anche brandelli di orgoglio, di personalità, di carattere. I maggiori punti di forza della Bersagliera si sgretolano sotto i colpi mortiferi della strega. La pesante cinquina (5-1) che i giallorossi infliggono alla Bersagliera non solo hanno l’effetto di risvegliare l’ambiente del sogno serie B ma addirittura cancellano quanto di buono fatto fin qui dalla squadra di Giuseppe Raffaele. Proprio il tecnico è il primo colpevole di una prova più che positiva sotto il profilo offensivo per tutto il primo tempo ma tremendamente fragile, esposta a rischi per l’intero arco della sfida. La Salernitana perde equilibrio e crolla sotto i colpi di Tumminello e di un Lamesta da categoria superiore. Il Benevento ringrazia e sorpassa, il Catania consolida il primato in solitaria. Mentre per la Salernitana è già tempo di bilanci e primi venti di insoddisfazione che ora fanno paura. Con i cinque gol in C che mancavano addirittura dal 1988-1989. Raffaele sorprende tutti: 4-3-3 con Coppolaro terzino, Villa mezzala e il tridente composto da Ferraris, Liguori e Ferrari. La partenza del Benevento è rabbiosa: Maita calcia dal cuore dell’area sul fondo (2’). La risposta della Salernitana è roboante: Ferrari inizia l’azione con una ‘rabona’, Ferraris mette al centro per il Loco che di testa sbatte sulla traversa a Vannucchi battuto (3’). L’argentino è ispirato: vola sul cross di Liguori ma mette dentro. Il Benevento però sa far male: angolo dalla sinistra e Pierozzi anticipa tutti sul primo palo sbloccando il match (7’). La reazione della Salernitana è puntuale: punizione al bacio di De Boer e zuccata di Capomaggio che sbatte sul palo (12’). Al 23’ succede di tutto: da un angolo granata si apre una mega mischia, con la Salernitana che reclama un gol. Si innesca un contropiede con Lamesta fermato da uno straordinario Donnarumma. I granata spendono il primo Fvs per accertarsi che il pallone fosse entrato. Dopo 5’ di revisione arriva il verdetto: gol di Capomaggio e risultato di parità. La partita è pirotecnica: Lamesta quasi sorprende un Donnarumma non irresistibile (31’). Proprio l’esterno quando si accende sa come far male. Su un suo cross tagliato Tumminello brucia Matino e firma il raddoppio (42’). Nel recupero Ferrari manca il colpo del pari (46’). Poi arriva la clamorosa disattenzione che spalanca la strada al contropiede dei giallorossi: Capomaggio per fermare Della Morte trafigge Donnarumma (48’). La ripresa si apre con il colpo del ko: Lamesta sfugge alle spalle di Frascatore e calcia forte. Donnarumma non trattiene e Tumminello firma la doppietta (51’). Raffaele sente odore di imbarcata e risistema la squadra con Anastasio, Varone e Inglese. Poi dentro anche Ubani. Tumminello sfiora il pokerissimo (58’) che arriva con Lamesta (63’). L’ultima mezz’ora si trasforma in una lunga attesa del triplice fischio finale. E Matino salva su Tumminello a porta sguarnita (74’). La Salernitana crolla.

