“E mi ricordo chi voleva, al potere la fantasia…”. Chissà se dopo aver utilizzato Vivere una favola nella playlist di Serse Cosmi non possa esserci spazio per un’altra grande ballad di Vasco Rossi. Che nella sua “Stupendo”, ricordava con un pizzico di nostalgia le illusioni del maggio ’68. Il tecnico granata potrebbe invece prenderla a pretesto per immaginare una variazione della “sua” Salernitana 2.0. Pronta a cambiar pelle, e passare, perché no, dal 3-4-1-2 al 3-4-2-1, piccola variazione tattica sulla quale il trainer ragiona, soprattutto in chiave di mercato, con il ds Daniele Faggiano. I contatti restano costanti, gli aggiornamenti a distanza sono incessanti, l’idea c’è, ed è forte: quella di aggiungere un fantasista in più in grado di creare occasioni da gol, superiorità numerica e innalzare il tasso di qualità dalla cintola in sù della Bersagliera. Che avrà con ogni probabilità in Facundo Lescano il perno intorno al quale ruoterà l’attacco, in virtù di un’indubbia e acclarata pericolosità in area di rigore. I numeri, anche nella sua breve esperienza in granata, lo testimoniano, resta da capire come provare a sfruttare al meglio il suo killer instict. Nel 3-4-1-2 non sempre l’argentino tuttavia è riuscito a dialogare con un compagno di reparto di peso, spesso si è avuto la sensazione che i due centravanti tendessero talvolta a pestarsi un po’ i piedi, costringendo il “solo” Ferraris a legare il gioco tra centrocampo e attacco. Missione riuscita fin quando Corini, con l’Union Brescia, non ha progettato una gabbia in grado di limitare notevolmente ricezioni e iniziative. E allora perché non lasciare un unico attaccante puro con un calciatore in più alle sue spalle? Strada percorribile, posto che la base sarà ancora una volta la partenza da una difesa a tre e un centrocampo con due mediani di ruolo, difficile dopo l’ottima chiusura di stagione ipotizzare di non ripartire da Tascone e de Boer. L’alternativa passa però sicuramente dal ritorno di Ferraris in granata, capace dopo qualche settimana ai margini di “stregare” Cosmi. Che ha scoperto e definitivamente apprezzato la sua qualità nel gestire la palla, la capacità di muoversi tra le linee, l’intelligenza calcistica di un ragazzo che può essere l’ago della bilancia della Salernitana, a patto però che Faggiano riesca a convincere nei prossimi giorni il presidente del Pescara Sebastiani. I due sono grandi amici, le contropartite da inserire per poter intavolare una maxi-trattativa non mancano (piace anche Meazzi, già seguito nei mesi scorsi), e la punta scuola Juve non disdegnerebbe affatto il ritorno all’ombra dell’Arechi, occhio però al tentativo dei biancoazzurri di blindarlo. Qualora l’affare andasse in porto chi mettergli vicino? I nomi sul taccuino non mancano: da Zunno (Crotone), a Piovanello (che dopo il prestito proprio a Crotone è tornato alla Juve Stabia), da Oviszach a Rizzo Pinna, entrambi reduci dalla promozione in B con l’Ascoli. Il primo è ancora di proprietà del club bianconero, il secondo non è stato riscattato e ha fatto ritorno al Cosenza, ribadendo però la voglia di cambiare aria. I Milani chiedono 500mila euro per il cartellino, cifra che ha fatto tornare suoi suoi passi lo stesso Ascoli. La qualità si paga, insomma, questo lo slogan con il quale Cosmi, ma soprattutto Faggiano, dovranno fare i conti, cercando di fare chiarezza anche sul futuro di Achik. Uno che nei piedi ha dribbling, assist, giocate estemporanee, e che volendo potrebbe essere anche catechizzato da fantasista più che da esterno. L’italomarocchino ha però anche una certa estemporaneità, imprevedibilità che Cosmi è riuscito a tollerare solo in parte, e sullo sfondo c’è lo Spezia che più di un pensiero ha fatto sull’ex Cerignola. Nel frattempo è ufficiale l’arrivo del portiere Cesare Galeotti, legatosi al club con un biennale, mentre la cessione di Molina al Trento sembra sempre più vicina.

