Salernitana, il fattore Arechi per curare il mal di trasferta

Il tabù trasferta non spaventa Cosmi. “La Salernitana è una squadra costruita per vincere il campionato”, il Serse pensiero, che non fa passi indietro dopo il pari a reti bianche di Casarano. “Abbiamo vinto con le due capoliste Bari e Potenza. Perché dovremo precluderci obiettivi importanti?”; si chiede il trainer dopo un nuovo ritardo all’appuntamento con la prima vittoria in trasferta. Gara dai due volti al Capozza, dove dopo un primo tempo scialbo e sotto ritmo la Bersagliera ha alzato tono, intensità, qualità nelle scelte, andando più volte vicina alla rete che avrebbe spezzato l’equilibrio, e con ogni probabilità anche l’astinenza fuori casa. Ripartire dal fattore Arechi per curare il mal di trasferta, questo l’obiettivo del tecnico granata, che almeno davanti ai propri tifosi può contare su un rendimento da alta classifica. Sono 10 i punti conquistati in 5 partite, ruolino di marcia che ora Tascone e compagni vogliono implementare nel derby con la Scafatese. C’è da riscattare il bruciante ko di ferragosto in Coppa Italia, c’è da prendersi un nuovo derby dopo quello con il Giugliano, per lasciare definitivamente alle spalle i passaggi a vuoto, oltre che con i gialloblu, anche con Sorrento e Cavese. Per farlo servirà una squadra capace di partire forte, magari già dalle primissime battute di gioco, cercando di limitare al minimo pause e discontinuità che continuano ad attanagliare la Salernitana. Anche al Capozza le cose buone non sono mancate, a partire da una buona tenuta difensiva nei momenti di maggiore pressione del Casarano, con un Galeotti reattivo quando chiamato in causa e “premiato” dal secondo clean sheet in stagione, il primo fuori casa. Ottimi segnali anche quelli arrivati da Pieraccini e Celiento, che continuano a sciorinare buone prestazioni, tra chiusure, interventi puntuali e un’intesa che sembra crescere con il passare delle settimane. Certo sarà però tempo di provare a sciogliere definitivamente le riserve sul sistema di gioco più adatto alla Salernitana, spogliata del 4-4-2 con il quale Serse Cosmi sembrava aver trovato la quadra. L’infortunio di Achik, ma anche il rientro di de Boer hanno infatti portato l’allenatore umbro a rivalutare le proprie idee, ritornando al 3-5-2 e alle sue varianti (dal 3-4-1-2 con il quale la squadra ha iniziato le gare con Bari e Casarano, al 3-4-2-1 scelto per gli assalti finali). Se la difesa sorride, sarà però necessario trovare nuova linfa in attacco (per la prima volta a secco in stagione), dove al netto di qualche buono spunto di Djamanca, ancora una volta chiamato in causa a gara in corso, D’Ursi ha faticato sotto porta, nonostante il solito impegno, rinviando ancora una volta l’appuntamento con il primo centro in granata, mentre Lescano ha deluso al ritorno tra i titolari. La Gumina, infine, ha fatto leggermente meglio del suo predecessore, pur perdendosi più di una volta sul più bello. Se il tabù trasferta non spaventa Cosmi, sarà necessario poter contare ancora sul “fattore” Arechi per riprendere a correre e, perché no, dare anche un bel giro di vite alla propria panchina.

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