SALERNO – Solo caos, solo confusione. Ed un derby che rischia di passare alla storia come l’ennesima occasione sprecata dal mondo calcio di tornare ad essere sport e passione popolare. Ciò che sta accadendo in queste ore di vigilia del derby tra Salernitana e Cavese, in programma domenica prossima allo stadio Arechi, è la cartina di tornasole di un sistema di prevenzione dei disordini e degli incidenti legati allo svolgimento di un evento sportivo, che agisce senza logica e razionalità. Mentre in serie A si consente la normale disputa di gare “ad alta tensione” come il derby della capitale Roma-Lazio o quello toscano tra Pisa e Fiorentina (con tutte le difficoltà del caso), sembra che a Salerno la gestione dell’ordine pubblico sia diventata materia talmente ostica anche per scienziati di fama internazionale. Eppure basterebbe usare il buon senso per rendersi conto che alcuni divieti non sono assolutamente utili, anzi possono teoricamente provocare l’effetto contrario. Accade così che ieri mattina sia iniziata la prevendita dei biglietti per il derby e già sono nate le polemiche. In primis perchè – come c’era da attendersi – la vendita dei ticket d’ingresso allo stadio nei settori locali è stata vietata ai residenti di Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Nocera Superiore. La cosa che appare bizzarra è che nel divieto non rientri il comune di Vietri sul Mare con alcune sue frazioni attigue al territorio metelliano. In queste zone non mancherebbero supporters aquilotti, che dunque potrebbero tranquillamente acquistare il biglietto nei settori destinati ai salernitani. Poi si aggiunge anche il tam-tam sulla rete, con una caterva di messaggi su pagine social anonime che preannunciano l’arrivo a Salerno di tantissimi tifosi della Cavese, anche se senza biglietto. Insomma, la situazione davvero rischia di sfuggire di mano e tutto ciò resta una responsabilità di chi continua a gestire l’ordine pubblico senza la dovuta attenzione. Una bizzarria che fa il pari con l’impossibilità per quei tifosi salernitani di acquistare il biglietto in quanto le loro tessere del tifoso risultano essere state emesse dopo il primo giugno di quest’anno, circostanza questa che ha scatenato le lamentele di molti supporters granata. Un calcio malato questo, non solo per le ataviche intromissioni delle televisioni e dei diritti ad essi legati, ma anche perchè non consente più quel legame semplice e diretto tra tifoseria e l’evento gara che un tempo regnava sovrano negli stadi d’Italia. Odio eterno al calcio moderno, ripetono gli ultras non solo di Salerno. E non è solo una questione di principio, ma anche di bellezza e passione. Con uno stadio dove non ci sono i tifosi ospiti, l’atmosfera e le vibrazioni di un derby vengono anche a scemare ed a perdere di sapore le emozioni di una sfida con tutto il suo folklore.

