Ruotolo: «Campo largo, in Campania si apre una nuova stagione politica»

Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito democratico, è un giornalista che ha fatto della battaglia per la legalità e per la libertà di stampa la cifra della sua vita pubblica. Dalle inchieste televisive al fianco di Michele Santoro all’impegno civile fino all’esperienza a Strasburgo: la sua voce è rimasta quella di chi non arretra di fronte al potere. Oggi è con il centrosinistra in Campania, sulla linea della segretaria dem Elly Schlein a sostegno del campo largo, convinto che la vera sfida non sia solo vincere ma aprire in questa regione una nuova stagione politica.
Onorevole Ruotolo, partiamo dalla vittoria netta del centrodetsra nelle Marche. Il vento non è favorevole al fronte progressista?
«In Campania è un’altra storia. Nelle Marche c’era già un governo di centrodestra, Acquaroli era alla sua seconda candidatura. Non si possono fare paragoni».
Che storia è, o meglio sarà in Campania alle elezioni regionali del prossimo novembre?
«Una storia positiva che stiamo scrivendo insieme come coalizione».
Eppure le fibrillazioni non mancano: malumori, cambi di casacca e il governatore De Luca sembra ancora sul piede di guerra…
«Nel momento in cui è stato scelto il candidato presidente, si va avanti. Le fibrillazioni non hanno più senso: c’è un candidato, ed è lui che detta l’agenda. Su questa base si costruisce il programma».
Roberto Fico, già presidente della Camera ed esponente dei Cinque Stelle, è il candidato del campo largo. È l’uomo giusto per unire la coalizione e governare la Campania?
«Lo conosco da molti anni e lo stimo sul piano politico e personale. È il candidato giusto per tenere unita la coalizione dialogando con tutte le forze e ascoltando i territori e le comunità, a partire dalle aree interne. Ha ribadito più volte la volontà di coinvolgere le organizzazioni della società civile. Aiuterà anche i partiti a rinnovarsi. Con Fico esiste un “noi”, e questo noi è la squadra».
Intanto il tempo scorre…
«Mancano meno di due mesi: bisogna chiudere le liste, definire il programma e avviare la campagna elettorale. Non c’è spazio per altro».
Qual è il bilancio di questi dieci anni di governo regionale: cosa salvare e cosa superare?
«Certamente non tutto è da buttare. Sono stati fatti progressi ma la politica non deve autocelebrarsi. Ha il dovere di fare sempre di più nell’interesse esclusivo dei cittadini. Bisogna rinnovare perché oggi la coalizione è più ampia, con l’ingresso di Sinistra Italiana e del Movimento 5 Stelle».
Quali sono le priorità per la Campania?
«La sanità pubblica al primo posto: le liste d’attesa interminabili mortificano il diritto alla salute. Poi il trasporto pubblico. E ancora: i beni comuni, a partire dall’acqua pubblica, il sostegno alle famiglie in difficoltà, le politiche per il lavoro e quelle industriali».
Il campo largo mette insieme forze politiche che a Palazzo Santa Lucia, nel perimetro del centrosinistra, si sono fronteggiate anche duramente. È un fattore di rischio?
«Mi preoccupo soprattutto di ciò che non è stato fatto dal governo regionale in questi anni. È lì che la politica deve concentrare gli sforzi – ripeto – lasciando da parte l’autoreferenzialità per lavorare nell’interesse dei campani».
Le continue punzecchiature del governatore De Luca all’indirizzo di Fico devono destare preoccupazione?
««No, siamo in una fase nuova. Non mi preoccupa lui. Mi preoccupa piuttosto il lavoro che resta da fare per la Campania, quello che non è statofatto in questi anni».
Il Codice etico fa discutere e divide la coalizione: non c’è il rischio di scivolare nel moralismo e nel giustizialismo?
«Il punto è un altro. Quando interviene la magistratura, la politica non ha margini e deve rispettarne il lavoro. Berlinguer, con la questione morale, chiedeva uno sforzo che precedesse l’intervento della magistratura. Il tema è la qualità del personale politico: se hai carichi pendenti non puoi presentarti. Ma la politica non deve processare nessuno: i processi li fa la magistratura».
In Campania, per il centrosinistra, si chiude una stagione amministrativa. È finita anche una stagione politica?
«Sì, e se ne apre una nuova».
Quale stagione?
«Quella del campo largo. Queste elezioni regionali sono un test anche in vista delle politiche».
Il campo largo deve guardarsi più da De Luca o dalla destra?
«Il nostro avversario è il candidato della destra, punto. Non ne abbiamo altri. L’obiettivo è uno solo: battere la destra e garantire alla Campania un governo capace di stare davvero dalla parte di tutti i cittadini».

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