Il Napoli non sbaglia un colpo. Col fiatone, in rimonta, trascinata dai suoi big. Perché dopo un primo tempo difficile, sotto di un gol, Conte pesca i suoi jolly. McTominay e De Bruyne cambiano la musica, si prendono la scena, suonano la carica. Basta il loro apporto al Napoli per rimontare il Lecce (2-1). Siebert illude i salentini, Hojlund e Politano rimettono le cose in ordine. Il Maradona continua ad essere il bunker dell’era Conte, con il vantaggio di otto punti su Roma e Como, domani protagoniste di uno scontro diretto prezioso. Resta però il peso di un successo che certifica la forza di una squadra che ha ritrovato non solo le sue certezze ma anche pedine preziose.
Aumentando i rimorsi per cosa sarebbe potuto essere con tutti gli interpreti a disposizione.Conte riparte dal 3-4-2-1, con Beukema al posto di Juan Jesus e Anguissa in mediana dal 1’. Il Lecce però ammutolisce il Maradona dopo appena 3’: angolo di Gallo e Siebert colpisce di testa facendo secco Meret. Il Napoli fa fatica a rispondere, soprattutto con Coulibaly che con la sua pressione riesce a padroneggiare. Ed infatti, il Lecce sia con Banda, poi con Stulic di testa che vanno vicini al raddoppio. Gli azzurri non girano, hanno in Elmas e in Anguissa i calciatori che emergono per le prove insufficienti. Soprattutto il camerunense non riesce a strappare e a dominare. Nel finale di tempo la prima svolta: Coulibaly si ferma per un guaio muscolare, al suo posto Gandelman. Stulic va vicino al raddoppio (44’) mentre nel recupero Politano trova solo l’esterno della rete (46’).Conte suona la carica e cambia il Napoli. Dentro De Bruyne e McTominay. La scossa è immediata: palla geniale di Gilmour per Politano. L’esterno crossa al centro per Hojlund che non può fallire il colpo del pari. Gli azzurri cambiano passo, trascinati da un De Bruyne che abbaglia per qualità e voglia di lasciare il segno. Lucido ma anche esigente, il belga è la mente dei partenopei. Il belga prima serve Alisson Santos, poi premia Hojlund senza fortuna. Proprio dal piede del numero undici, arriva il filtrante che Alisson Santos finalizza nel diagonale che esalta Falcone (65’). Il muro del Lecce crolla appena due minuti dopo: angolo di De Bruyne, spizzata di Siebert per Politano che al volo firma il sorpasso (67’). Gli azzurri gestiscono, non tremano per il rientro orgoglioso del Lecce seppur con qualche disattenzione di troppo. Poi l’apprensione per Banda, rimasto a terra per un colpo al petto, spegne partita e Maradona. Ci si trascina al triplice fischio finale, con il Napoli che può festeggiare.

